IL MIO #METOO E PERCHÉ ASIA ARGENTO SI MERITA DI ESSERE FUORI DA XFACTOR

Inizio col dire due cose.

La prima è che quello che il movimento #MeToo ha messo in evidenza ha un valore enorme, non tanto per star e starlette quanto per le persone normali, per quelle persone (uomini e donne) che vengono molestate tutti i giorni sul posto di lavoro dove magari guadagno 1200 euro al mese.

La seconda è che ci sono poche cose che ho trovato fastidiose quest’anno come la polemica legata al #MeToo (scalzato dal primo posto solo dal governo gialloverde). Un concentrato di ipocrisia, di populismo e di inciviltà pari solo all’inciviltà di chi si permette di palpare il culo ad una segretaria pensando di poterla fare franca perché è il capo.

Detto questo, dal momento che ho subito molestie vere quando non potevo difendermi (che sono diverse da una palpata sul culo) e dal momento che ho anche subito delle avances sul posto di lavoro, la storia di Asia Argento mi fa roteare gli zebedei per varie ragioni da mesi. E ora che siamo all’epilogo, credo che se lo sia meritato.

Vi spiego il perché.

1 sin dall’inizio di questa storia ho trovato assurdo che lei abbia intrattenuto rapporti con il suo orco per molti anni a seguire. Per la mia esperienza diretta, del tuo mostro hai paura, lo disprezzi, è l’ultima persona con cui desideri presentarti, ripetutamente, al festival di Cannes.

Ora, o è un caso di complesso di Stoccolma (e allora sì che serve davvero uno psichiatra) oppure inizia a venirmi il dubbio che magari ti interessa finire sui giornali visto che l’ultima volta che qualcuno si è interessato al tuo lavoro, è stato quando a Ballando con Le Stelle hai scazzato con la Lucarelli (finendo pure con le ossa rotte).

2 c’è una differenza sostanziale tra una violenza/stupro, una molestia e una transazione commerciale. Credo fermamente che ciascuno di noi sia libero di usare il suo corpo come meglio ritiene, se si sente comunque dignitoso.

Se un produttore cinematografico ci prova in cambio di una parte che, oltre che alla popolarità, ti farà guadagnare in un paio di mesi quelli che un povero cristo vede in 3 anni di lavoro, e tu accetti, a mio avviso si tratta di una libera transazione commerciale, più assimilabile al mestiere più antico del mondo che ad una molestia.

Personalmente non sono sufficientemente sicuro di me stesso per andare a letto con qualcuno per avere un lavoro (bisogna avere un certo pelo sullo stomaco) ma è una scelta che trovo legittima, sebbene non moralmente condivisibile per i miei parametri.

Se, invece, stiamo parlando di persone molestate sul posto di lavoro, di mani sul culo, di insistenti messaggi su Grindr molto espliciti (come è capitato a me) quando tu non puoi fare a meno di quel lavoro, allora è tutta un’altra storia.

Che però non c’entra manco un po’ con Asia Argento e con le persone che hanno usato queste situazioni per fare carriera e soldi a palate.

3 la terza cosa che mi fa uscire di senno è l’uso sommario della giustizia, del massacro mediatico, senza alcuna prova concreta, senza un giusto processo.

Se siamo vittime di una situazione del genere abbiamo due opzioni davanti a noi.

La prima è di denunciare, come mi aveva suggerito il mio avvocato che ha ancora tutti gli screenshot di quella terribile conversazione.

La seconda se, per qualunque ragione, non ce la si sentisse di denunciare (nel mio caso perché venivo da mesi difficili e non riuscivo a pensare nemmeno lontanamente di imbarcarmi in una guerra legale, in un mondo, peraltro, come quello in cui lavoro dove tutti conoscono tutti), la seconda dicevo è di tenere duro, evitare i contatti per quanto possibile, avere sempre presente un testimone, cercare una via d’uscita alla svelta (dove “alla svelta” può significare dei mesi).

In nessun caso, tuttavia, si può pensare di massacrare le persone – a prescindere dal fatto che siano colpevoli o innocenti – a mezzo stampa, social e televisivo. Può scriverlo anche il giornale più influente al mondo ma io credo in una giustizia, nei fatti, in un processo.

Ringrazio chi ha avuto coraggio di denunciare, anche per me che questo coraggio non l’ho avuto, ma denunciare alla polizia, chi ha fatto processare quelle persone schifose e poi ha raccontato la storia per sensibilizzare.

Quello che è stato visto in questi mesi è stato completamente gratuito, vero o falso che fosse: l’istituzione della magistratura serve proprio per non reagire “di pancia” alle ingiustizie.

Questo è figlio dei nostri tempi (citofonare Salvini/Di Maio), siamo abituati e vogliamo giustizia subito.

Ma la gogna, come quella che ha subito Brizzi, senza un equo processo ha solo un nome: schifo.

E questo a prescindere dal fatto che si sia colpevoli o innocenti.

Un processo equo anche per un colpevole è qualcosa che ci rende civili.

4 Ma veniamo al presente.

Ogni volta che si tenta di difendere Asia Argento nella storia di cronaca recente, si fa riferimento al fatto che per praticare sesso orale ad un uomo serve che sia consenziente.

Bene, da uomo non più 17enne mi ricordo che all’epoca bastava molto poco per avere un’erezione.

Di fatto quando si è adolescenti/post adolescenti è una reazione fisiologica più che espressione di desiderio come dopo i 35 (e che nostalgia, ora per fare sesso servono la situazione giusta, la persona giusta, il desiderio fisico, il desiderio mentale, insomma si scopa molto meno).

Il fatto però che il nostro amico vada sull’attenti facilmente, non va confuso con il nostro essere consenzienti.

Il senso di disagio, di sporco e la speranza che finisca in fretta – comuni a quanto denunciato dalle fautrici del #MeToo- è lo stesso, non se ne va per anni e, personalmente, vorrei essere stato più forte in alcuni periodi della mia vita quando non me la sono sentita di dire di “no” a qualcuno che non volevo mentre ce l’avevo comunque duro, pensando solo “durerà poco” (non in contesto lavorativo per la cronaca).

Quindi sì, Asia Argento può aver usato violenza (perché questa sarebbe una violenza non una molestia) al tipo anche se la sua erezione aveva fatto regolarmente capolino.

5 Mi si dirà che il tipo che accusa Asia Argento ha preso dei soldi come accordo per evitare problemi legali.

Mi si dirà anche che Asia Argento è stata fatta fuori da XFactor con la stessa leggerezza con cui Brizzi è stato fatto fuori dall’ultimo cinepanettone.

Insomma le cose che ho criticato poco sopra.

È estremamente vero. Ma è stata semplicemente ripagata con la stessa moneta con cui ha condannato i suoi aguzzini e quelli che sono stati, indirettamente, coinvolti dalle sue denuncia a mezzo stampa, social, televisivo.

Mia nonna diceva che chi semina vento, raccoglie tempesta.

E io aggiungo che chiunque conosca un po’ come funzionano i media, sa perfettamente che è come giocare col Diavolo: one day you are in, one day you are out.

Da uno che ha subito sia molestie che avances indesiderate sul lavoro (mai una violenza, per fortuna, che a sua volta è ancora una cosa diversa, spesso infilata dentro questa storia da alcuni di quei cialtroni che sono diventati i giornalisti e da parte della tv scandalistica), ritengo che scoperchiare questa merda sia stata un enorme bene per tutti (uomini e donne).

Tuttavia, usando un parallelismo con il mio lavoro, il “piano di comunicazione” e la scelta del “testimonial” andavano fatte meglio.

Perché così ora, care Asia e femministe tutte riunite (che avete tra l’altro pensato che fosse un problema esclusivamente femminile e di questo non vi perdonerò mai), voi avete fatto vincere quelli che cercavate di combattere, lasciando un movimento che aveva del buono dentro, senza alcuna credibilità.

La colpa è vostra e di tutti quelli che hanno cercato di cavalcare questa cosa per qualche click o per arrivare al 22% pure senza i Rodriguez.

Quindi sì, Asia si merita di essere fuori da XFactor.

Se lo merita proprio, perché ha finito per banalizzare all’inverosimile un argomento serio e che provoca molta sofferenza.

Ed è stata ripagata con la stessa moneta che ha proposto per punire gli altri.

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