Elezioni, omofobia ed Emma Bonino

Non parlo di politica su Facebook.

Non credo assolutamente nel “confronto” di opinioni su Facebook su temi delicati e seri.

Dirò di più: penso che chi si mette a discutere su Facebook sia un illuso (se spera di far cambiare idea a qualcuno), oltre che tendenzialmente un minus habens, visto che quello su Facebook non è uno scambio di opinioni ma una presentazione della propria opinione.

Figuriamoci se me ne metto a scrivere sul Batacchio Spagnolo dopo due mesi che non scrivo e dove di solito si parla di disavventure sentimentali o nella migliore delle ipotesi di flop sessuali.

Detto questo una cosa mi fa salire il Porco Giuda. Quando si lascia intendere che, dal punto di vista dei diritti LGBT, il M5S sia meglio della destra Salvini-Meloni-Berlu.

Come ho letto nel post di un blogger oggi (per il quale ho contravvenuto alla mia regola del non commentare).

Vorrei analizzare la cosa.
La triade del fascio si è sempre detta contro i matrimoni gay, contro le adozioni e per la famiglia tradizionale – che notoriamente ha i padri che vanno con le squillo minorenni, le madri che si fanno i giardinieri e tutti i cliché che normalmente vengono invocati.

Quindi chi va a votarli non può non avere chiaro la loro posizione in materia. A mio avviso si tratta di autolesionismo ma che devo fare, pare che sia il bello della democrazia è che possano votare anche quelli che pensano che la neve non bruci perché viene da una scia chimica. Figurarsi se i gay non possono votare i loro aguzzini.

Ma la cosa che trovo peggiore è mettere sullo stesso piano quel PD senza spina dorsale che ha deluso tanti di noi con il M5S.
Quasi a dire: i veri cattivi sono BMS (Berlusconi-Meloni-Salvini che sembrano quasi l’acronimo del masochismo tra l’altro), i 5Stelle invece no.

E allora cerchiamo di ricordarci che cinque anni fa non c’era nessuna legge, nessun riconoscimento delle unioni omosessuali.

Ora è evidente che questa legge non sia la migliore possibile ma, a mio modesto avviso, è davvero meglio questo che il nulla cosmico che c’era prima. Perché fino a un anno e mezzo fa, fino all Cirinnà e fino al PD non esistevano manco le unioni civili. E io preferisco una legge imperfetta e da migliorare che la mia unione non esista per lo Stato.

A tal proposito, ricorderei che la ragione per cui oggi abbiamo una legge monca, è perché il M5S ha voltato faccia in maniera ignobile, per ragioni meramente politiche, agli accordi che aveva preso su temi di diritti civili.

L’odio per il PD è più alto che la dedizione per i diritti civili.

Allora mi chiedo io: chi è più pericoloso? Quello che ti dice che è omofobo oppure quello che fa il gioco degli omofobi contando sulla scarsa memoria sui fatti storici contemporanei? Non è forse peggio insabbiare le proprie scelte politiche per convenienza? Non è forse peggio muoversi da un’opinione all’altra – come avvenuto su altre tematiche come l’euro – confondendo l’elettore sulle proprie posizioni per ottenerne il voto? Honestà un cazzo, perdonatemi.

In questo contesto, a mio modesto parere, la scelta è una.

È dare il mio voto a chi ha portato avanti per tutta la vita i temi legati ai diritti umani che a me sono molto vicini, come il fine vita, la legalizzazione delle droghe leggere e i diritti LGBT.
E siccome, di per se, questi temi non sono né di destra né di sinistra (o meglio diventano di sinistra perché quelli di destra li rifiutano come io rifiuto le Crocs), non trovo nessun problema a votare una persona che per anni è stata legata a Berlusconi.

Perché, se si conosce la storia dei radicali, esattamente come in queste politiche, hanno sempre portato un piccolo ma importante numero di voti da parte di chi aveva a cuore una serie di tematiche, riuscendo così ad influenzare le scelte del governo in carica.

Detto questo ora finisco di sproloquiare di politica, vado a votare e poi mangio una pizza in attesa di fare due limoni con il mio nuovo amore della settimana (perché bisogna essere coerenti con se stessi, quindi facciamo i seri e torniamo a parlare di uccello).

 

 

In copertina, una delle creatività per la campagna del Partito Socialista – che aveva all’interno la Bonino – per le elezioni del 2008. Oggi come allora interpreta perfettamente la mia posizione (ce ne è una serie con diversi protaginisti, a mio avviso una delle migliori campagne pubblicitarie per un partito di sempre).

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