Un anno come Brooke

Il prossimo mercoledì compirai ancora un volta gli anni – questa tragedia avviene davvero troppo spesso e ogni anno i tuoi capelli sono sempre drammaticamente più bianchi.
Impossibile quindi non lasciarsi andare ad alcune valutazioni su questo anno.
La prima notizia è che sei finalmente riuscito a passare dal livello Platinette a quello Valeria Marini.
Certo ci vorrà ancora un po’ di tempo prima che l’immagine di te stesso che vedi nella tua testa – Kate Moss, per intenderci – e quella che vedi riflessa nello specchio si parlino, ma è già un buon inizio.
La seconda è che hai cambiato lavoro e, se solo imparassi che il neoprene è un materiale e non un insulto, potresti anche far credere che finalmente anche tu lavori nella moda (anzi “mowda” che fa più internazionale) come tutti i rive-gauche (=finocchi) che contano a Milano.
E poi sei entusiasta della tua vita sentimentale.
In un anno sei riuscito ad innamorarti e a restare con un pistolino in mano lo stesso numero di volte in cui Brooke Logan si è sposata in 30 anni di Beautiful – ossia 13 volte, se si contano anche le volte in cui il matrimonio è saltato mentre lei era già con il vestito bianco e la convinzione che sarebbe stato per tutta la vita, o quasi.
Del resto, se la sua specialità pare essere infilarsi nel letto di persone che siano geneticamente legate tra loro, la tua è quella di frequentare gente che ti dice che se mai si sposerà, sarà così ubriaca da non ricordarselo.
Insomma, le premesse perfette per coronare il tuo sogno romatico e arrivare su un cavallo bianco sulla spiaggia di Malibù come un’amazzone hippy.
Quello che vorresti fare è dare un veloce aggiornamento su tre delle storie che hai avuto e hai raccontato durante l’anno, perché – ovviamente – non è che quando prendi un due di picche e lo massacri in un post, decidi di desistere.
Hai pensato che potesse essere l’uomo della tua vita, mica sarà un “no” (o una serie di più o meno cortesi “no”) a scoraggiarti.
Il primo del 2015 è quello che ti ha dato appuntamento al Glitter e non si è mai presentato. O almeno quella sera. Forse se fossi rimasto a bivaccare per mesi, prima o poi sarebbe arrivato.
Comunque il ragazzo è davvero un bel bocconcino e soprattutto abita dietro casa tua.
Lo hai incontrato due volte al supermercato.
La prima sembravi il cugino grasso dell’omino Michelin, con due piumini, il casco in testa e la barba sfatta tipo Andrea Dipré dopo una notte con Sara Tommasi.
La seconda invece eri splendido splendente, nella tua nuova versione magra e snella, a solo una manciata di chili da Kate Moss: insomma, prima di andare al Carrefour ti eri messo giù da gara che manco per andare a ballare.
E stavolta lo hai salutato con un occhiolino e un movimento flessuoso, degno della Parietti ai tempi di Galagoal – riferimenti etero e troppo antichi per la maggior parte dei lettori, ma Google esiste per questo.
Ecco, elettrizzato dalla sensualità che riuscivi a traspirare da ogni poro (o forse era sudore?), hai ben pensato di chiedergli di prendervi un drink una sera.
Lui ha risposto veramente entusiasta, dicendo che ti avrebbe fatto sapere quanto prima una sera in cui era libero prima delle vacanze.
E fu così che dopo 4 Milano Fashion Week, 5 edizioni di Tale e Quale Show e una decina di scandali di Belen Rodriguez, tu stavi ancora a guardare lo smartphone per capire quando vi sareste visti.
C’è poi il rappresentante della Brenda Generation, con il quale vi siete sbaciucchiati tutta la stagione. Ma ovviamente dopo la tua clamorosa cilecca, vi siete solo visti solo vestiti di nero.
Ecco, non hai mai smesso di sperare in un vostro secondo incontro – e quindi in un matrimonio entro l’anno.
E mentre tu gli fai i complimenti per le foto che posta su Facebook durante il suo viaggio solitario nel buco del culo del mondo, sperando di ottenere un invito al mare per metà agosto (e magari un po’ di zin-zin), lui si bea della tua devozione come un presenter QVC mostra entusiasmo per l’ennesima maglia in jersey con una stampa improbabile, perfetta per chi ha le forme abbondanti: attenzione la 3XL è esaurita, signore, sembrano volerti dire le sue risposte.
Infine c’è il tuo penultimo tentativo di storia.
Uno che tra il primo e il secondo appuntamento ha fatto passare un mese e mezzo ma ha anche avuto il coraggio di chiederti se nel frattempo avevi visto qualcun altro.
Beh se avessi saputo fare il punto croce avresti fatto come Penelope, ma purtroppo non sai cucire e quindi ti sei messo a sbucciare banane – questa è stata la risposta.
In ogni caso, dopo che per le 3 settimane successive al secondo appuntamento, te ne ha negato un terzo – forse perché gli avevi servito del pollo crudo in brodo con la panna? E no, questa non è finzione, vita vissuta – tu gli fai presente che questa frequentazione a singhiozzo non fa per te – che il singhiozzo lo odi più o meno come le caccole negli occhi del tuo vicino di scrivania la mattina.
Dopo tutto ciò, si fa risentire proprio oggi per chiederti indietro il caricabatteria che ha lasciato da te l’ultima volta che vi siete visti.
Ora, tu glielo porti pure – se ti ricordi – perché domani passi dalle sue parti. Ma amore caro, i caricabatteria a casa degli amanti sono come i calzini: capita spesso di trovarseli spaiati, ma non è che li richiedi indietro.
Investi 10 euro e te ne compri uno nuovo.
Insomma con un panorama del genere, è impossibile non essere felici della propria vita, personale, professionale e sentimentale.

Non resta che attendere cosa ti riserva questo anno che ti porterà ad avere 34 anni, che, come hai trovato scritto in un vecchio post, farà di te ufficialmente un vecchio, alla vigilia della terza età gay.

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