Un giorno di pioggia Andrea e Giuliano incontrano Licia per caso

Facendo un veloce pensiero alle persone che hai intorno, capisci di essere drammaticamente immerso nella feccia del romanticismo.

Vince il premio #credercisemprearrendersimai la coppia di “colleghi speciali”: lui appassionato di calcio, lei di tacco 12, ti dici c’entrano insieme più o meno come Don Mazzi con Eva Henger ad un corso di punto-croce e invece si continuano ad accoppiare selvaggiamente tra una sciarpa della squadra del cuore, un dolcetto e una decolté con plateaux.

Segue immediatamente dopo, con il premio #manconeifilm, la coppia che si è conosciuta 9 anni fa. Uno dei due praticava addirittura l’eterosessualità prima di conoscere l’altro. Si sono baciati al Mamamia e da allora stanno insieme, felici e fedeli.
Fortuna almeno Albano e Romina si sono mollati ad un certo punto.
E poi c’è il premio #mfw, per quest’ultima coppia, il cui legame sembra davvero solido e basato su cose profonde, sinceramente. Un abito non fa in tempo ad uscire in passarella e già la indossano. Diciamo che di loro più che la relazione in se e per se, invidi la capacità di spesa.

Un giorno qualcuno ti spiegherà per a tutti intorno a te capita qualcosa di sdolcinato e memorabile da scrivere su Facebook, mentre tu stai lì con un Calippo squagliato in mano ad attendere che un pizzico di magia televisiva coinvolga anche te.

Insomma, lo capisce anche un bambino che non è colpa tua se hai ceduto.
Non è colpa tua se, quando hai conosciuto M sul treno da Roma a Milano, un treno su cui tu non dovevi essere, un treno su cui lui non doveva essere, un treno sul quale nessuno dei due doveva essere, non ce l’hai fatta. Hai ceduto. Hai creduto al miracolo: per una volta una sana botta di culo capitava anche a te.
M non era bello, né particolarmente sexy, no, lo ammetti.
Ma la vostra storia sarebbe stata così romantica da meritarsi una dursointervista con tanto di faccine e selfie con carmelitasmack.
Anzi, sarebbe stata perfetta anche per Sanremo: voi eravate molto più in forma e più belli della famiglia di conigli obesi che è salita sul palco con Carlo Conti quest’anno.
Ed è così che decidi di seguire il protocollo più classico, complice le vacanze estive nel mezzo.
Uscite a pranzo.
Passeggiate.
Parlate.
Parlate.
Parlate. Così tanto che se vi avessero dattilografato avreste battuto il record di Guerra e Pace.
Vi messaggiate.
Vi sentite.
Pianificate matrimoni – questo almeno tu.
Il tutto senza esservi mai sfiorati.
Il che avrebbe dovuto metterti in allarme viste le tue abitudini da acrobata del talamo.
Ma tu no, eri stanco di essere una Bridget Jones paffutella e impacciata, tu volevi essere la novella Gwyneth Paltrow, magra e agile, per una volta sul treno eri salito con le porte scorrevoli dalla tua parte.

E così dopo un mese a consumare la batteria in poche ore, finalmente vi rivedete e andate a cena.
Tu con una camicia elegante e un po’ attillata.
Lui con un key way.
Tu con un jeans skinny e delle sneakers.
Lui con dei bermuda color kaki che avrebbero spaventato anche i dinosauri di Jurassic Park.
Ma tu non te ne curavi. 

A casa avevi comprato spumante e gelato da 60 euro al chilo per festeggiare degnamente la vostra prima serata da coppia.
Quella che vi avrebbe portato immediatamente a convivere – un mese sì e uno no visto che il suo lavoro lo portava all’estero a mesi alterni, se non è l’uomo perfetto questo! – e a prendere un cane da chiamare Apple.

Fu così che dopo cena, siete saliti a casa.
Dopo un po’ che la situazione era in stallo, ti cali nel ruolo di Valeria Marini, con cui condividi la stazza bovina e l’amore per le paillette.
Ti avvicini sornione, come una gatta sul divano che scotta.
Gli accarezzi il viso.
Sorridi.
E con l’alito ancora pieno pregno di sushi e wasabi, poggi le tue labbra carnose come quelle della Parietti dopo un refill di botox sulle sue.

“Scusa ma non è scattato” dice lui, mentre ti sposta, si alza e se ne va.

Lasciando te, il gelato da 60 euro, lo spumante e i tuoi sogni da aitante e magra Gwynet soli come su Playa Desnuda qualsiasi.

Ecco, da questa storia ti porti a casa per il futuro due cose.
La prima è che se al primo appuntamento si presenta con dei bermuda kaki e un keyway in pieno agosto, casomai piove, forse è molto meglio che non sia scattato. Qualunque cosa dovesse farlo, visto che non fu mai specificato.

La seconda è che ti è stato inculcato che avresti trovato l’uomo della tua vita imbattendoti in un gatto parlante obeso e un bambino con i capelli blu in una giornata uggiosa. Ecco, forse vale la pena riconsiderare il concetto stesso di “romanticismo”, visto che sì, a Milano piove, sì a Milano c’è tanta gente con i capelli blu (la Berté docet), ma di gatti parlanti e obesi non v’è traccia.

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