Epic Fail #2 – Non ho (più) l’età

Gli anni ’90 sono tornati di moda. 

E con loro Non è la Rai, che ti ha fatto capire che nella vita quello che conta è il playback (e questo molto prima di Dubsmash), le Spice Girl, che ti hanno insegnato che puoi essere un leader anche se assomigli ad un frigorifero Smeg con la bandiera dell’Inghilterra ma nella vita vinci un toro superdotato solo se hai le stesse forme di un manico di scopa sottopeso pieno di botox e Beverly Hills, di cui ad essere sinceri non ricordi la trama, ma hai sempre preferito Kelly a Brenda perché bionda e stron*a.


Tu che vuoi essere sempre top e cavalcare l’onda, hai deciso di reinterpretare a modo tuo il trend di quest’anno.
Ossia di collezionare tutti quelli che quando vanno al Brenda Identity identificano una qualunque canzone di Corona come un “pezzo della storia della musica dance” e non come un “madonna come la ballavo questa in disco il pomeriggio”.

Perché ammettiamolo, con la loro pelle diafana e liscia, con quel loro fare da persone vissute che manco tua nonna a 99 anni prima di tirare le cuoia e quell’insicurezza che gli si legge negli occhi, come delle Candy Candy pornografiche, sono il giocattolo più sexy disponibile sul mercato.

Tutto fantastico se non fosse che molti di loro siano convinti che a 30 anni e poco più, si abbia la stessa età di Luciano Onder.
Stupendosi pure del fatto che tu non ti sia ancora operato alla prostata.

Quando hai conosciuto il protagonista di questa scomoda vicenda, eravate ad Alphabet.
Lui ti ha guardato con occhio da triglia in calore – il fatto che lo neghi non ha alcuna rilevanza ai fini di questa storia.
Tu hai guardato le sue labbra a canotto da far invidia alla Parietti, la sua chioma fluente che “Furia Cavalla del West” spostati proprio e il suo viso glabro, non tormentato dalle quelle foreste hipster che ti lasciano un fastidioso bruciore sulle labbra e pure più in basso.
Lui ti ha guardato con occhio da triglia in calore. Di nuovo.
E tu hai deciso che sarebbe stato tuo, a qualunque costo.

Inizia così il tuo corteggiamento serrato secondo il più classico degli schemi.
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Ma, niente, il giovane equino non molla – perché il problema della “Brenda Generation” è che o te lo sbatte in faccia su Grindr come una entraneuse consumata di Pigalle oppure te lo fa penare manco c’avesse un diadema di diamanti incastonato sotto il filo del perizoma.

Alla fine, una sera, dopo una notevole sbronza e l’ennesima canna, ti invita a salire da lui.
Now or never.
Sali. 
Lui è un po sbrigativo.
Spegne tutte le luci che praticamente in una dark ci si vede di più.
Ti porge un condom che sarebbe stato stretto al tuo mignolo.
E, mentre assume la posizione atta all’atto, pensa bene di rifilarti anche un calcione in faccia.

Ora va bene volere tanto qualcosa ma alla cieca e malmenato, ti si è depresso il falco.

Il che diciamo è accaduto almeno una volta a tutti quanti. 
Ma quando ti succede con uno che ha i tuoi anni con i numeri invertiti è peggio di quando sei lì che ti sforzi di dare il meglio e ti viene detto “Ma tu senti qualcosa?”.

Perché il giovane equino potrebbe dirti che potreste essere ottimi amici.
O che no, non viene a dormire da te dopo una serata ad Alphabet perché non si sente affettivo.
O peggio che visto che ti emozioni, una pillola blu e passa la paura.
O potrebbe essere che ti abbia detto realmente tutte e tre le cose.

Risolvere la questione è roba da poco. Ed è una dei tuoi buoni propositi per il 2015 (insieme alla palestra, la dieta e ad un uso meno compulsivo di Asos).

Basta evitare gli accoppiamenti con quelli che pensano che i “Ciucciotti” siano una pratica sessuale, con chi guarda in streaming le puntate de “La Tata” con lo stesso gusto radical chic con cui tu guardavi “Happy Days” e con quelli che non hanno avuto la loro prima erezione guardando “Top Gun” ma con “Twilight” – il cui successo ti sembra tutt’ora un mistero pari a quello di che fine abbia fatto Carmen Sandiego.

E sia chiaro: se il tuo ultimo fidanzato immaginario, che hai amato follemente per ben due giorni, è nato nello stesso anno in cui è stato pubblicato T’Appartengo, è solo perché è davvero tanto maturo.


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