Devi solo arrivare in fondo. Al tapis roulant.

Ti hanno venduto il sogno.
Che comprende un abbonamento premium fino a maggio 2014, un personal trainer per 10 volte-poi-si-vede e due outfit completi per andare in palestra.
Hai come l’impressione che se ti avessero offerto anche un paio di melanzane, un pneumatico bucato ed un kit per il punto croce per veri esperti, avresti acquistato anche quelli pensando che fosse la soluzione ai tuoi problemi di linea.
Ma cosa potevi fare dopo anni di teste mozzate con addominali pazzeschi su Grindr e gente entusiasta per il tuo bel viso che d’improvviso si fa gelida dopo che ha visto la foto in cui si vede la pancia – in posizione strategica che sembra molta meno, tra l’altro.
Le prime volte in palestra non sono andate poi così male.
Tanto per cominciare non sei caduto dal tapis roulant, anzi sei pure riuscito a correre – anche se il tuo personal trainer era scettico che ce l’avresti fatto.
Lo stesso non si può dire di un aggeggio malefico in cui onduli tutto che ti ha fatto quasi volare giù ma sembra che quello non faccia parte del tuo abbonamento.
Certo non hai avuto solo brillanti idee e non ti è tutto chiaro, ma come poteva essere diversamente.
L’idea di mostrare al tuo personal trainer, per spiegare come vorresti essere, il corpo di una coppia supertonica recuperata su Grindr non è stata delle migliori: dalla faccia con cui ti ha guardato ti è parso di capire che il concetto vediamone-due-nella-stessa-foto-almeno-capisci-meglio abbia portato solo al suo sguardo perplesso e all’implicita domanda: perché c’è una foto di due corpi maschili nudi e vicini nel tuo telefono?

I maschi negli spogliatoi hanno tutti facce da duri incazzati, fingendo indifferenza totale rispetto agli altri occupanti del posto – che stranamente non puzza di cloro come le saune gay.
Ci si saluta con un virile cenno della testa e un mezzo sorriso, si guarda dentro il proprio armadietto come se ci fosse dentro un interessante spettacolo porno e si sbattono le porte per far sentire la propria prestanza. 
Peccato che appena aprono bocca sembrino delle galline che starnazzano per l’arrivo del gallo.

L’etichetta delle docce, invece, non ti è chiara e ti provoca molti dubbi: si deve stare batacchio verso l’interno e salvadanaio verso l’esterno o viceversa? Darsi una pulita profonda – più nota come ravanata, onde evitare fraintendimenti – è un messaggio indiretto per dire che si vuole compagnia sotto la doccia o ci si può lavare in santa pace anche nelle zone intime che tanto hanno sudato compresse negli slip? Quanto è concesso sbirciare nelle docce accanto per confrontarsi il volatile? Ma soprattutto perché gente con un pene grosso come il tuo melluce gira nuda senza coprirsi?

L’esperienza peggiore, in ogni caso, è il ritorno dall’allenamento – che è il modo figo di dire seduta-di-sudore-e-pubblica-umiliazione:  invece di fumarti una sigaretta e farti un bel panino di McDonald’s come desidereresti, sei divorato a tal punto dai sensi di colpa che ti concedi solo un po’ d’olio.
Sopra una triste fettina di carne ai ferri e di spinaci bolliti che erano nel tuo freezer da un anno ad attendere che tu avessi voglia di mangiare sano e perdere peso.
O forse, la cosa peggiore è che il tuo personal trainer ti ha detto che per raggiungere il tuo sogno ti ci vuole almeno un anno di impegno e dieta.
In entrambi i casi, più che un sogno, quello in cui ti sei ficcato ha tutta l’aria di essere un incubo.

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