UN NATALE CON 50 SFUMATURE DI PSYCO.

Il fatto che a Natale si dovrebbe essere tutti più buoni non dovrebbe permettere ai tuoi amanti occasionali di dimenticarsi alcune regole basilari del bon ton tra le lenzuola.

Una delle cose da evitare, ad esempio, è dare indicazioni contrastanti.
E prima ti chiede di suonarlo come una batteria in un concerto heavy metal, un secondo dopo ti chiede di trattarlo come uno Stradivari antico perché è delicato.
Non pago finisce poi per chiederti di suonarlo come una maracas spagnola.
Ora va bene tutto, ma queste indicazioni discontinue, farebbero perdere di concentrazione anche a Riccardo Muti.
Segui il naturale ritmo della musica e rilassati, no?

Altra cosa da evitare è girarsi ogni due per tre e parlare.
Cioè non che sia necessario concedersi in silenzio – anzi – ma, per tutti gli dei dell’olimpo, chiedere di continuo se ti piace ti fa pensare di avere di fronte il tiramisù avariato di Pizza Ok che ti ha causato 5 giorni di diarrea.
Compreso di cameriere che spera che tu non te ne renda conto sul momento.

Infine, perché, una volta raggiunta la gioia, nella penombra del monolocale, in cui filtra la luce dei lampioni esterni, guardandoti fisso negli occhi senza mai battere le palpebre, ti si devono iniziare a porre domande serrate che nell’ordine riguardano: il tuo lavoro a Milano, dove abiti a Milano, come mai non vi siate mai incontrati prima pur abitando così vicino (semplice, non esistevano le app geolocalizzate), quanti fratelli hai, cosa fai per avere delle gambe così sode (che poi vien da chiedersi con chi ha fatto sesso nella precedente mezz’ora visto che tu sei sodo tanto quanto un soufflé), per poi concludere citando tutte le tue possibili somiglianze – partendo da un improbabile Clark Kent e arrivando ad un ancora più improbabile e ignoto attore degli anni ’50.
Così anche Patrick Bate avrebbe i brividi mentre cerca calzini, mutande e pantaloni ai bordi del letto.

Insomma, avere un fisico da urlo, essere romani – e quindi più consapevoli che il pendente tra le gambe non è un gioiello di Tiffany, oltre ad essere tendenzialmente poco compatibile con una Vuitton portata sull’avambraccio – non sono elementi sufficienti per essere il pacco regalo dei tuoi sogni.
Una volta scartato, infatti, c’è il rischio di accorgersi che invece di un bel dono, si trovi solo l’ennesimo sequel di “50 sfumature di grigio”.
In salsa psyco.

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