Lunghezza mezza bellezza?

Inutile negarlo.
La storia che bisogna saper maneggiare il trapano e la dimensione della punta è secondaria, è un po’ come la questione della sposa bagnata sposa fortunata: un mero contentino per una sfiga grossa come una casa.
Inutile essere ipocriti.
A chi non è capitato di tornare a casa in compagnia, sperando di avere un boscaiolo esperto in querce e trovarsi con un agricoltore, specializzato in steli di grano, che magari l’alcol fa pure appassire precocemente?
[Non che se la passi meglio chi spera di trovare un vaso cinese di liscissima porcellana e scopre di aver portato a casa qualcuno che invece preferisce riempirlo con la gramigna incolta, ma questa è un’altra storia].
Per questo molto meglio divertirsi con gli amici quando si è in giro e fare un’accurata selezione delle persone da incontrare sotto le lenzuola attraverso le moderne app, tenendo presente una serie di possibili approcci che i rive gauche hanno quando si parla di dimensioni, per evitare brutte sorprese dell’ultimo momento.
Profilo A – l’elefantiaco senza volto
Hanno l’apparato talmente sviluppato che per misurarli devi usare il righello, il goniometro e pure il compasso.
Ma ovviamente non hanno un volto. Bene ti va se hanno dei capezzoli, a dir il vero.
Posto che è sempre consigliabile controllare la veridicità dell’informazione quando sfiora l’incredibile e sfora una cifra ragionevole, se il centimetraggio è l’unica informazione del profilo, conviene valutare bene anche altre foto, sempre che l’unico intento dell’incontro non sia l’amore per la ricerca e la scienza o la concorrenza diretta al noto film Cicciolina e gli animali.
Profilo B – il benpensante
Preferiscono lasciare un po’ di umanità e sorpresa all’incontro – il che ovviamente include stringersi la mano e presentarsi prima di spogliarsi e dire “grazie” alla fine. Che poesia sopraffina.
E poi non ne vedono il bisogno, visto che nessuno si è mai lamentato – e in effetti nemmeno tu ti sei mai lamentato apertamente con quello che ti faceva fare il giro di Roma per poi raggiungere la gioia (sua) mentre tu stavi ancora togliendoti i calzini.
Profilo C – fieri alla meta
In un mondo di grattacieli, sono delle villette bifamiliari da un paio di piani.
Ma ne sono fieri. Te lo dicono e (a volte) non si nascondono.
Consci che c’è tutta una fetta di mercato che crede che la mutanda piccola ha il vino buono (che poi è si potrebbe anche dire lunghezza mezza bellezza ma se sei cesso, tappo o gigante che tu sia/ce l’abbia, la situazione non cambia).
Certo, se diventi un po’ troppo insistente per sapere a quanto devi rinunciare – perché se nella partita tu proprio devi prendere il ruolo del difensore, almeno preferisci farlo per un attaccante da Champions League – può capitare che smettano di rispondere.
Manco gli avessi detto che ospiti in uno scantinato nella lontana Brianza nella stessa stanza dove riposa il tuo coinquilino mussulmano e omofobo.
In ogni caso, al di là dell’abilità nell’utilizzo del trapano e della lunghezza della sua punta, tutti i grandi amori della tua vita non erano esattamente elefantiaci ma li hai amati lo stesso.
E forse l’amore deve essere l’unica eccezione alla famosa frase che Cocò (si scrive con l’accento?) Chanel ha lasciato in eredità al mondo: non si è mai né troppo ricchi, né troppo dotati.
[ok lo ammetti: hai un incontenibile entusiasmo da lunedì pre-partenza per Parigi e tutto ti sembra magicamente romantico. Anche i tuoi ex ipodotati].
foto: gettyimage.it 

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