Finché dildo non vi separi.

Ti sei sempre ritenuto un finocchio un po’ bisessuale.
Hai avuto le tue esperienze e, nonostante l’umidità costante della patonza ti ricordi quella delle saune dove nascono e proliferano funghi e batteri di ogni tipo, hai sempre pensato che comunque, qualora fosse stato strettamente necessario, magari ubriaco, due colpi potevi ancora darli.
Hai inoltre pensato che la tua ultima ex, una bella bambola di porcellana, dieci anni dopo o quasi, stesse ancora strappandosi i capelli per il fatto che tu l’avessi lasciata – tra l’altro in malo modo.
Ma se il tuo ex Remo è felicemente fidanzato con suo nonno mentre tu [sorvoliamo che è meglio], non si capisce perché quella poveraccia dovesse chiudersi in clausura per te.
La tua visione idilliaca della vita – quella vita possibile, noiosa e così banalmente normale da essere la tua back-up solution quando a 40anni, reietto più di oggi dalla comunità rive-gauche, indossare kaftani alla Marta Marzotto sarà l’unica soluzione per coprire il tuo immenso stomaco provato da troppi kebab – si infrange ieri, quando ti accorgi che la poveretta – alla quale hai detto, lasciandola, che se ti avesse chiamato per più di tre volte avresti cambiato numero di telefono – si è sposata.
A ripensarci, non c’è da sorprendersi del fatto che non ti abbia rimpianto e si sia fatta una vita normale.
Vedere la tua ultima ex – che per inciso non te la dava perché voleva arrivare vergine al matrimonio, e visto quanto era bianco il vestito può anche essere che sia riuscita nell’intento, in tal caso condoglianze a lei e al marito – con dei coriandoli tra i capelli, ah no è riso, mentre dà un bacio in bocca a quel bocconcino che ha incastrato, fuori da una chiesa, ti ha fatto realizzare che ormai è andata: l’unica donna che è rimasta nella tua vita è Santina.
La tua colf.
Santina ti ama come faceva una volta la tua ex.
Ti porta i vestiti in lavanderia.
Ti compra i detersivi.
Fa la polvere.
Stende la lavatrice e stira, anche se un po’ controvoglia.
Ti chiama per accertarsi che le cose siano state fatte come vuoi.
Pensa che tu sia l’incarnazione del bravo ragazzo, descritto sui manuali che tutte la madri danno alle figlie, nella speranza di indirizzarle bene e invece aumentando esponenzialmente il loro grado di insoddisfazione verso i bidirezionali di sesso maschile.
Ma i punti di contatto non finiscono qui.
E sì, anche Santina, esattamente come la tua ex, ignora qualche cosa sul tuo conto.
La tua ex ignorava che avevate una passione in comune, oltre a Giorgia ovviamente, che poi a te manco piaceva davvero.
Santina , invece, ignora il contenuto del primo cassetto del comodino di destra del letto – o almeno speri.
Ma cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia.
A pensarci bene, con Santina non corri nemmeno il rischio di vedertela arrivare un pomeriggio di ottobre con indosso un vestito che pure la tua casta e pudica madre avrebbe trovato mortalmente noioso e classico. In altre parole, orrendo, ecco.
Cosa volere in più da una donna? 
Nove anni fa, con la tua ex è finita perché, all’ennesimo tentativo non dici di infilare la chiave nella serratura ma proprio di toccare la serratura, hai capito che passare cinque mesi chiedendola in ginocchio, passando dalla filosofia alla religione, giurando amore-matrimionio-figli per poi ottenere come ricompensa l’acquetta dove sono state bollite le vongole, lasciando proprio quel retrogusto, ti sembrava una cosa spropositata.
Per un apprezzatore di banane, quale sei, più che mai.
Ora con Santina credi di aver trovato invece un rapporto ideale: le dai ciò che chiede – come tutte le donne, le chiavi di casa tua e un po’ di quattrini da spendere – ti dà ciò che chiedi – vedere la lista di cui sopra – e siete una coppia felice, senza dover comprare un orribile abito da sposa bianco fluorescente, né giurarvi amore eterno, oltre le 6 ore settimanali stabilite.
Almeno finché un dildo – o qualcos’altro contenuto nel tuo comodino – non vi separi.   

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