Senza rancore e senza bamboline voodoo

Diciamolo, già essere soppiantati da uno che si presentava dicendo di non voler fare sesso con te – perché voleva che fosse una cosa importante – a due giorni dal vostro terzo appuntamento, è abbastanza fastidioso.

Se poi ci metti pure che tu, al primo pacco, avevi fatto una domanda secca chiedendo se avesse cambiato idea e la risposta è stata “ma va, sto solo male”, la cosa non si tollera.

Non si tollera perché tu stesso gli avevi fatto presente che c’entravate più o meno come i cavoli a merenda.
Quindi che rancore dovresti avere nei suoi confronti?

Scrivere in un sms di addio “senza rancore” è ancora peggio che dire “non è colpa tua, sono io che non vado bene”.
Piuttosto che “cerchiamo cose diverse”.
Fino al climax delle puttanate “Ti lascio perché ti amo troppo” (in questa fase – sinceramente – troppo ardito da tirare fuori dal cappello, anche per Lui).

Evidentemente al giorno d’oggi, sarà per la crisi economica, sarà per la crisi dei valori, sarà perché la vita è complicata, la gente si crede così importante da meritarsi del rancore addirittura dopo 3 appuntamenti.
Sesso escluso.

E magari si sentono anche in dovere di scriverti su Facebook qualche giorno dopo per accertarsi che tu non abbia il cuoricino spezzato.

Povero Batacchio, mollato dopo ben 3 appuntamenti.
Deve essere vicino al taglio delle vene, deve aver pensato il premuroso Lui.

Mentre il tuo unico pensiero è stato: circa 150 euro e nemmeno un orgasmo.

Senza rendersi conto, tra l’altro, dell’ilarità provocatati dal suo sms “coda fra le gambe” in cui ti diceva che certe cose preferisce dirle di persona.
Gli andrebbe chiesto quando, visto che non si palesava da un po’.

No.
La gente non sta tanto bene.
Sarà per la crisi economica, sarà per la crisi dei valori, sarà per l’influenza intestinale (che lo colga comunque) ma concludere l’ultimo sms con una frase tanto banale quale “senza rancore”, con l’aggiunta di “spero”, ti fa pensare solo che per fortuna la coppa che gli avevi portato da un viaggio di lavoro se la è scordata a casa tua.
Che se la prenda chi ne ha davvero bisogno.
Ossia il Dottorino, che adora compensare con i salumi la deprivazione di sonno.

Tu non hai rancore.
Spiace dirlo, ma dopo il terzo appuntamento il massimo che puoi provare è fastidio.
E lui non si merita altro che un augurio di un’influenza intestinale.
Né cuori mangiati dai cani, né cadaveri seppelliti nello sterco, né ulcere fulminanti.
E nemmeno bamboline vodoo o tagli di vene.

Quando poi, con un po’ di sano stalking, hai capito con chi ti ha soppiantato, non puoi non pensare che a te, al momento, è andata infinitamente meglio.
Senza rancore.

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