In nomen omen


E così, se il 2011 si è chiuso con due sonori due di picche – ti venga ricordato da qui all’eternità di non pagare mai più un conto, soprattutto se salato, al primo appuntamento – hai deciso di iniziare il 2012 riaprendo un profilo sul Supermercato.

Tanto la tua presunta assenza dai social network tematici è stata infruttuosa sia in termini di maggiorechepoièminoreditre sulla bacheca che in termini di punti per il noto gioco “quanti te ne sei già fatti?”.
La tua occupazione della giornata è stata quindi quella di selezionare il nome giusto.
Del resto non vuoi dare un’idea di te peggiore di quella che uno già si fa trovandoti tra un uomo bancomat e uno col pannolone.
Inizialmente hai pensato di mettere il tuo nome, abbreviato come su Grindr.
Poi hai pensato che avere la tua faccia tra LingerieFun e una serie di numerosissimi voglioso con vari numeri e complementi di specificazione associati, era più che sufficiente.
Hai quindi pensato al tuo libro preferito i cui protagonisti si chiamano Micheal Tolliver e Mrs Madrigal.
Hai cassato anche queste due proposte perché il primo si becca l’hiv e la seconda è un trans.
Coi tempi che corrono, meglio non rischiare fraintendimenti.
Hai valutato Tenax, il nome del tuo gatto – quando lo avrai.
Però faceva così tanto Plastic-victim che no grazie.
Fa talmente sfigato che se poi ti vede qualcuno della maphia c’è il rischio che tu venga gambizzato immediatamente.
FT, tuo amico (diciamo così), ti ha proposto Germiniale.
Quando gli hai fatto notare che era una parola che ti ricordava i “germi” e che ancora una volta non ti sembrava un messaggio accattivante e sensuale, lui ti ha detto che era anche un medicinale contro la diarrea.
Begli amici.
Dopo la delusione di scoprire che parappapà/ottantaequalcosa non era utilizzabile in quanto il sistema non accetta gli accenti, hai valutato anche uffa8 /ottantaequalcosa e tonf/ottantaequalcosa, scartati perché con un negative approach troppo spiccato; Edgar e Poe, non idonei in quanto rimandano ai racconti dell’orrore e, come dire, perché darsi la zappa sui piedi; via_dei_matti perché non conviene mai confessare di essere pazzi prima che uno se ne accorga da solo; e infine anche porcatroja abbandonato perché faceva master aggressivo.
O difensore sfranto.
Non sapendo decidere quale delle due controindicazioni fosse quella ufficiale per scartare anche questo e non volendo né dare alcune delle due possibili interpretazioni al tuo nick, hai concordato con te stesso che anche questo non doveva essere quello giusto.
Alla fine, dopo tanti pensieri e tanti consulti, hai scelto un nome straniero, sensuale, ironico corredato da descrizione colta e citazioni di comicità raffinata.
Insomma il profilo perfetto per spaventare un po’ le persone e fare in modo che ti arrivino solo messaggi da gente non interessata – quanto meno ufficialmente – a fare le cosacce.
Che non ha alcun senso visto che tu ti sei iscritto proprio per quello. Ma è il compromesso con la tua coscienza radical chic.
Finalmente, dopo quasi ben 10 minuti passati a pensare alla fondamentale ricerca del tuo nome, hai caricato le foto e cliccato il fatidico pulsante.
Da dan, il Batacchio Spagnolo è di nuovo al Supermercato.
Tempo un minuto e il suono fastidioso della chat invade il tuo pc.
Nuovo Messaggio.
Corri ad aprirlo.
PUZZA_DI_ASCELLE è stato il primo a scriverti al tuo nuovo nick.
Evidentemente di chat gay continui a non capirci un batacchio.

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