Cose che non si tollerano/7

Appunti dallo scorso weekend.
Plastic.
Serata piena di panzoni pelosi.
Incontri il primo che hai “conosciuto” dopo la storia con Remolabarca.
Quello che ha avuto la brillante idea di chiederti come mai fosse finita la tua storia precedente.
Domanda di per se già fastidiosa, se poi viene fatta mentre si hanno le mascelle aperte e impegnate in altre attività, risulta più o meno come la cartavetrata strofinata violentemente sullo sfintere anale (qui i dettagli di quel pomeriggio).
Ti avvicina e ti chiede come mai tu non ti faccia più vedere.
Ora, caro, non è che qualcuno non si fa vedere.
E’ che non hai esattamente intenzione di intavolare una discussione sui tuoi fallimenti sentimentali ogni volta che ti trovi tra le gambe aperte di qualcuno.
E poi, ad essere onesti, le banane sono buone da mangiare.
Per altri usi sono un pelo troppo ricurve.
Privè del Plastic.
Come si può tollerare una sciacquetta con degli hot pants che facevano orrore già quando li metteva Ambra Angiolini a Non è la Rai nel 1993, con i capelli tinti di rosso smorto, buon ultima tra le rosse solo per sottolineare il fatto che si è “golose di selvaggina”, come si può tollerare una tappetta che si vede solo perché è in cima alle scale, ecco come si può tollerare che una tipa del genere rimbalzi Mata Hari al privè?
Va bene rimbalzare te – del resto lo fanno quasi sistematicamente anche il sabato se non sei accompagnato.
Ma Mata Hari, suvvia, apri gli occhi.
Far finta di non conoscersi tra maphiosi, per quanto di clan e di livelli diversi, è una di quelle cose che non capirai mai.
Ammenoché il problema di Mata Hari sia proprio nel fatto che si accompagna con te e questo sta distruggendo la sua vita sociale.
Scambio di ruoli.
Tu sei molto schematico.
Ciascuno ha un ruolo nello schema.
Tu sei quello che a breve deve chiamare l’anonima alcolisti, il Dottorino è quello (un po’ più) serio che alla fine tutti vogliono, anche quelli che hai conosciuto tu.
Lui che si aggira per il Plastic come un fantasma alcolizzato e la mattina dopo alterna il piagnisteo “nessuno mi vuole” allo shockato “non mi ricordo dei pezzi”.
Mentre tu che torni a casa più o meno sobrio, talmente pieno di Redbull che per dormire devi guardarti “Malattie Misteriose” – e il dramma è che ti intrippa pure.
Ecco, ti destabilizza.
In ogni caso, caro Dottorino, posto che essere quello che si aggira ubriaco per il Plastic con una faccia come un lenzuolo stropicciato uscito dalla lavatrice e poi appallottolato nell’armadio per una dozzina di mesi, tendenzialmente, preferisci che resti una tua prerogativa, fatti dire per esperienza diretta che non puoi pensare di rimorchiare in quelle condizioni.
A) perché dirai sicuramente la cosa sbagliata al momento sbagliato alla persona sbagliata, ad esempio “bono il tuo amico”/”lo so, è il mio fidanzato”
B) perché chiunque ti guardi avrà un brivido di terrore lungo la schiena chiedendosi se sarà lui il fortunato a ricevere il tuo vodka-redbull-di-ritorno in faccia
C) perché anche nel caso in cui tu non dica cose sconvenienti e riesca ad incontrare un temerario, c’è l’enorme rischio che la mattina dopo, al tuo risveglio, guardando sul lato destro del letto, il tuo mal di testa peggiori esponenzialmente cercando di capire come mai quello che la notte prima ti sembrava un essere angelico, ora è solo una scimmia rattrappita.
Fidati, vita vissuta in compagnia di Vodka Lemon.

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