Ridi su sto Batacchio

Già le premesse non erano delle migliori.

Preso come sei a far focalizzare il tuo amore della settimana su di te.
Cosa piuttosto difficile, visto che evidentemente non ne ha molta intenzione.
Se poi si aggiunge che eri stanco da un sabato lavorativo e messo a dura prova da quantità di alcol non indifferente ingerita prima di mettere il naso fuori di casa, ecco, si entra nell’ambito di ci-sono-cose-del-tuo-sabato-sera-che-non-vorresti-ricordare.
Ma anche volendo ci pensa il Dottorino a ricordartele.
Purtroppo.
In ogni caso, questa te la ricordi da solo.
Almeno nei passaggi principali.
Entri al Plastic già poco lucido.
Lì incontri il Panzone che -per qualche ragione bizzarra – nonostante i suoi chili di troppo – che sono di più di quelli che indossavi tu prima della dieta della morte – e la serata dai risvolti imbarazzanti avvenuta qualche settimana fa, continua a stuzzicarti.
Quanto meno quando nelle tue vene scorre più Vodka Redbull che altro.
ChiappeD’Acciaio ti dice che aveva ricevuto dal Panzone un’avance piuttosto spinta.
Proposta ovviamente respinta – altrimenti dovrebbe rinunciare al secondo nome di Candy Candy.
Pare che la proposta fosse legata al fatto che Chiappe vota B. e che.
No, non te lo ricordi nei dettagli, ma il succo era questo.
A quanto ti ricordi di aver capito.
Quindi tu, un po’ audace, scrivi un messaggio, in dubbio italiano, dicendo al Panzone che se volesse, tu potresti mentire per lui e dire che voti B.
Del resto l’hai già fatto con un noto politico di sinistra in una nota sauna gay a Roma circa sei secoli fa.
Ecco, questo non lo hai scritto, ma solo pensato.
Il Panzone non risponde.
E tu – ti vien da dire ora – ti dimentichi di lui.
Cioè, non hai controllato ossessivamente il telefono, come fai di solito quando attendi una risposta.
E questo ti fa pensare che devi aver pensato a qualcos’altro.
Il prossimo invisibile, con tutta probabilità.
Si fanno le 5.
Tu sei a casa concentrato a trovare il modo per dormire almeno 5 ore filate senza alzarti d’urgenza per ficcare la testa nel water.
Squilla il telefono.
Sei sorpreso.
Vedi che è il Panzone.
Cerchi di fare una voce presente e non ubriaca.
Lui esordisce chiedendoti chi sei.
Ergo: lui manco ti ha salvato nella rubrica del telefono.
Ottimo.
Palesi la tua identità.
E – visto che ci sei, non pago della prima umiliazione, comportandoti come un vero tappetino per scarpe sporche di escrementi canini – gli chiedi se vuole passare da te.
Risposta: risate di gusto.
Cioè risate di gusto alla tua non troppo casta proposta.
Uno poteva dirti che era tardi e stanco.
Poteva dirti che era già in compagnia.
Poteva dirti che aveva un aereo, un treno, una marchetta prenotata per la mattina successiva alle 8, ma no.
No, lui ti ha riso in faccia.
Ora, va bene tutto.
Ma sentirti ridere in faccia da un panzone che tre settimane prima si era piazzato a dormire a casa tua dopo aver fatto della ginnastica caratterizzata dal “saliscendi” classico del post alcol e che poi aveva russato come un orso in letargo, impedendoti di dormire quelle due ore disponibili – tralasciando altre cose perché sei un signore – proprio no.
Puoi tollerare che dopo aver deciso di andare via con te, nel tragitto verso il guardaroba – 4 metri scarsi – ne avesse limonati altri tre, perché tu non avevi fatto niente di diverso fino a due minuti prima.
Puoi tollerare che ti si dica “no grazie”, perché tu non è che bissi sempre con tutti, anzi.
Puoi tollerare anche che ti si dica che è andata bene una sera ma mai più, perché non è che tu avessi intenzione di finire nella prossima puntata di Wedding Planners.
Ma non puoi tollerare che ti si rida in faccia.
Soprattutto perché la sua risata ti ha portato il giorno successivo a cercare di sfogare il tuo risentimento – rompendo la tua promessa con te stesso – con un tale di passaggio brutto, sovrappeso anche lui, con un tatuaggio orrendo e che, come se non bastasse, al posto del batacchio aveva un cerino.
Che di per se nella vita non è fondamentale, ma per una botta e via diventa un discriminante abbastanza importante.
Certo, stupido tu a non aver chiesto un’altra foto e ad aver creduto all’affermazione “normale” quando ti sei informato sul metraggio dell’arnese.
Come se fossi un Dottorino qualsiasi che crede alla prima foto che vede, evidentemente migliorata dall’intervento San Photoshop da Adobe.
Ma questa è un’altra storia.
Ora, per dovere di cronaca, c’è anche la possibilità che il Panzone abbia riso per la situazione – e visto i racconti che il Dottorino ti ha fatto del tuo stato psico fisico, tutto può essere.
E può anche essere che abbia detto dell’altro oltre a ridere.
Ma dal momento che tu non te lo ricordi, probabilmente non è avvenuto altro rispetto a quanto racconti.
E, quindi, l’invito del titolo del post resta valido.
Unitamente all’invito ad iscriversi ai casting per Extreme Makeover: Diet Edition.
[e sì, hai proprio rosicato, non te ne vergogni manco un po’].
[e sì 2, contempli anche la possibilità teorica che sia andata diversamente, ma ti piace fare la vittima]

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