Storie di tutti i giorni


Ok è quasi un mese che non scrivi.

Non che sia accaduto nulla di particolare.
Ma dello schifoso per colpa del Batacchio lo avevi già preso una volta con Nestlè e quindi stavolta hai adottato una strategia diversa: fai le tue cose, ma non scrivi dei casi umani che incontri.
Così hai fatto.
E hai dato l’opportunità che il Dottorino ti accusa di non dare mai.
A uno che ti ha portato a fare un weekend, ti ha fatto investire 300 euro proprio la settimana in cui riapriva il Plastic e non ti ha toccato con un dito.
E come se non bastasse, dopo che vi siete coricati una delle due sere, te lo sei visto rientrare alle 6.30 dalla porta.
Un attacco di fame.
Sì, certo, veicolato da Grindr.
Il fastidio ad ogni modo è stato più che altro per i soldi investiti, nada mas.
Comunque in questo mese non ti sei fatto mancare nulla e hai avuto il piacere di molti incontri strani.
Quello molto carino che, mentre lo tocchi, ha delle scariche elettriche per il corpo.
Tu gli dici “devi essere molto su di giri”, anche un po’ compiaciuto.
E lui ti risponde “no, io tremo”.
Poi c’è quello che hai incontrato alle 5 di mattina, dopo il compleanno di The Queen.
Tu chiedi cosa fa.
Lui risponde che ha appena finito di lavorare.
Batte? tanto per sapere.
No, fa il disk jokey.
Ti chiede cosa hai fatto.
Tu rispondi che eri al compleanno di un’amica.
Poi c’è una fase in mezzo da censurare perché i contenuti sono vietati ai minori.
Poi offri un bicchiere d’acqua.
E lui ti chiede: “Ma eri nel tal locale?
Annuisci.
“Compleanno di The Queen?”-
E tu hai pensato che la tua versione socialite ti fa essere terribilmente esposto a strani incroci.
Cosa simile accaduta ieri quando sei arrivato al Plastic e hai salutato una coppia di “amici”.
Solo che con loro c’era L.
E poi anche l’amico di L. che ti eri limonato.
Cioè praticamente amichetti del cuore.
E tu pietrificato.
Poi ci sono anche stati degli incontri mancati ma che avresti dovuto fare per il puro gusto di capire se quanto promettevano era reale o si trattavano di fake.
Il primo prometteva di usare un dilatatore per il latoB capace di portarne il diametro a 15 cm.
Ti chiedevi quale fosse l’obiettivo di questa tortura mentre il tipo insisteva dicendo di poter poi farcire il tutto con dell’urina.
E tu hai sperato che fosse un fake.
Come quello che ti scrive un messaggio e ti dice che può presentarsi con un imbuto a casa tua.
Ora, tu non avevi scritto nulla sul fatto che dovevi travasare l’olio della nonna e quindi non riuscivi a capire come da “solo con foto” si potesse passare a “vengo a casa tua con un imbuto”.
Ma soprattutto, pensavi che il massimo fossero i plug e i dildo ma con gli imbuti proprio non capivi cosa si poteva fare.
Quando ti è stato spiegato ti chiedevi se lui e il divaricatore fossero la stessa persona.
Ma il più magistrale dei pazzi incontrati on line in questo mese è stato l’amante delle punture.
Voleva convincerti che la preparazione della puntura e l’effetto che fa la pelle del sedere quando questa viene fatta, sia la cosa più arrapante della terra.
Tu, a parte ricordati la tua prima traumatica esperienza con gli aghi a 3 anni e sentire quella morsa agli zebedei che senti quando immagini il dolore, non hai potuto fare.
Detto questo sei nuovamente sul mercato.
Hai nuovamente conosciuto uno da approfondire.
E visti gli incontri di questo mese, sembra già miracoloso.
In attesa di capire se ha risposto al messaggio solo per cortesia, bevi un Vodka Redbull (per il Lemon bisogna aspettare che la sbronza di giugno sia passata).
E rutti.
Inconvenienti della Redbull.

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