Il triangolo non lo avevi considerato

I triangoli, li hai sempre ammirati.

In geometria.

Ma anche a letto.

Sempre però infilandoti tra un cateto e un’ipotenusa normalmente accoppiate tra loro.
Ergo, fuor di metafora, non ti infastidisci a fare ginnastica con una coppia – anzi apprezzi molto- ma non sei così di larghe vedute quando si tratta della tua di coppia.
Di base la tua domanda da terrone doc che spiega il tuo diniego all’apertura è quella che si fanno tutti (dove per tutti leggasi la tua persona):

come puoi permettere che un’altra persona tocchi il tuo uomo?


Fino ad oggi hai normalmente dato 3 possibili risposte.
A – I due non si amano davvero. Se amassi davvero il tuo uomo, non permetteresti mai che un altro gli praticasse un lavoro oratorio di prima categoria né tantomeno permetteresti al tuo uomo di “unirsi” con qualcun altro. Posto poi che “amare davvero” equivalga alla monogamia veterocattolica (vetero non c’entrava nulla, era solo per fare il colto).
B – I due sono alla frutta e piuttosto che accettare che la loro storia sia alle cozze, decidono di “aprirsi” al mondo esterno. In questo modo, evitano il peso psicologico di una rottura. Di fatto, fanno svolgere al terzo “comodo” lo stesso ruolo che giocano i figli nelle coppie bidirezionali.

Un diversivo per spostare l’attenzione dai problemi veri.

C- I due in realtà non si bastano, forse perché troppo affezionati alla loro vita fatta di ginnastica ritmica che hanno praticato per troppo tempo. Diventando aperti cercano di prendersi il meglio dell’essere in coppia (ergo: hai qualcuno che ti pulirà il deretano da vecchio e che non ti lascerà quando perderai i capelli) senza perdersi il meglio dell’essere single (ergo: ficcare il batacchio in ogni vano disponibile).

Quando per un micron di secondo scarso con Remolabarca si valutò l’ipotesi di aprirsi al mondo esterno, le tue reazioni furono, nell’ordine:

1- piuttosto che vedere un altro che lo tocca, ti tagli lo scroto

2- e se gli piace di più che farlo con te?

3- e se a te piace più che farlo con lui?

Poi negli ultimi mesi di corruzione morale, nonché di viaggio in quel di Mykonos, hai conosciuto diverse coppie che, alcune con molto pudore (anzi, la parola è “discrezione” che vuol dire “fai finta di non conoscermi se mi vedi in giro”) altre molto apertamente, ti hanno raccontato il loro punto di vista e ti hanno fatto rivalutare la cosa.

La prima coppia sta insieme da 4 anni, alcuni dei quali vissuti separatamente per causa di forza maggiore.

Hai conosciuto – biblicamente si intende – solo uno dei due.

Quando durante una vacanza insieme, lui ti ha raccontato di come si sono conosciuti e di quanto fosse innamorato.

Sebbene il loro tipo di approccio sia ancora meno “socialmente spendibile” rispetto a “ci siamo conosciuti su GayRomeo” (ti immagini di dire a tua madre: sai, ho conosciuto il mio fidanzato durante una sessione di sadomaso – addio eredità, se sopravvivesse al colpo o forse potresti contare sul fatto che scambi il sadomaso come una pratica religiosa), vedere un bel 30enne, maschissimo e sessualmente veramente atomico che si scioglie, inarca le sopracciglia e poi mette gli occhi a forma di cuore quando parla del suo fidanzato, fa vacillare le tue convinzioni.

Non ci sono gay maschi dentro, in fondo anche lui in fondo è una frocetta.

No, ovviamente, non era questa convinzione.

La seconda coppia sta insieme da 9 anni, ossia da quando avevano rispettivamente 20 e 21 anni.

Hanno girato il mondo, sono ufficiali in casa.

Vanno a Mykonos e lì giocano a flirtare, limonare e – questo non lo sai con certezza – fare ginnastica.

Per loro è un modo come un altro per divertirsi.

C’è chi si prende 2 gin tonic, chi due pasticche e chi il batacchio di un estraneo.

La terza coppia sta insieme da 2 anni anche se sembrano 15.

Complici, simpatici, vivono insieme.

Innamorati, belli, ottimi a letto, con un numero imprecisato di Iphone in casa.

E il modo così naturale e romantico con cui vivono la loro apertura – “non dobbiamo giudicare” è il loro motto – ti fa sentire solo un po’ cattolico e bigotto.

Il loro stile di vita e il loro modo di essere ti piace così tanto da dire che potrebbero essere la coppia che vorresti essere tu con il tuo +1 ipotetico.

Dopo tutto questo excursus, le tue certezze sono meno solide.

Forse sei tu che sei poco sicuro di te stesso.

O che lo eri della tua coppia.

Forse sei soggetto ad un modello culturale di derivazione cattolica che impone una coppia improntata alla monogamia, sulla proliferazione di figli come conigli e di stare insieme come atto doveristico e non come atto d’amore.

O forse, semplicemente, le cose hanno meno schemi di quanti te ne fai.

Il rispetto dell’altro potrebbe non passare attraverso la fedeltà – del resto sei stato il primo a dire in passato “non importa se mi hai tradito, l’importante è che ami me”.

Sesso e amore sono forse quindi cose diverse e separate e come tali vivibili anche quando si è in coppia.

Insomma, senza arrivare alla “coppiaMykonos” che rimorchia separata, ti invita a fare ginnastica nel loro letto anche senza il consenso dell’altro e che non rispetta il tuo essere fedele – “so you have a boyfriend but.. I don’t see any kind of problem” – ci sono modi diversi di vivere la propria coppia.

Sia come sia, a te comunque la cosa non sconfifera poi così tanto.

Però, mentre sorseggi un Vodka Lemon, pensi che non aprirai la tua coppia, ma quanto meno ci provi con la mente.

Le chiappe lo sono già troppo, invece.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: