Chiodo Scaccia Chiodo. O almeno dovrebbe.

Dopo una giornata in cui il tuo sogno di una casa di design in zona XXII Marzo si è infranto sul muro dei tuoi genitori e del budget forse troppo risicato per una casa di design, hai pensato che, prima di andare a fare due chiacchiere sociali al Kitsh, un po’ di ginnastica per dimenticare ti avrebbe aiutato ad affrontare col sorriso la serata.

Insomma, chiodo scaccia (e non schiaccia, come hai scoperto dopo un lungo summit in pausa pranzo oggi) chiodo. O almeno dovrebbe.
Decidi di incontrare uno dei tre di cui al post “La Luna Nera”, raccomandandoti di usare il sapone prima di palesarsi.
Fai presente i tuoi limiti d’orario – alle 21.15 quel che fatto è fatto, tu ti devi fare la doccia e farti bello.
Fai presente il tuo desiderio di darci dentro con una certa foga – senza stare a spiegare il perché o il per-come dei tuoi malumori.
Accetti, infine, di condividere un momento di incontro comune con quella che gli Articolo31 chiamavano Maria che fa Giovanna di secondo nome.
Chiuso il deal, ti prepari e attendi.
Arriva e all’inizio è tutto come da progress.
Una volta sul letto e una volta condiviso l’incontro con Mary Jane, tu hai una di quelle brillanti idee per le quali dovrebbero punirti con l’evirazione.
Hai voglia di limonare durissimo e quindi cerchi di prenderti quello che vuoi.
Lui fa resistenza e questo diventa un nuovo gioco.
Peccato che la resistenza porta ad essere quello che tu immaginavi come un limone durissimo, un noiosissimo limone romantico.
Che può anche starci, sia chiaro.
Non però quando hai messo in chiaro che hai 45′ e poi hai la vita sociale che ti aspetta.
Già demotivato per la piega romantica che ha preso la tua sveltina – e tralasci per pudicizia (pudicizia? cos’è?) gli epiteti con cui si è sentito autorizzato ad apostrofarti dopo due lingue – ti stendi.
Ed è lì che lui pronuncia la fatidica frase.
Devo confessarti che ho un problema serio.

Nudo.
Sul letto.
Mentre fate del sesso.
Devi aver fatto uno scatto simile ad uno di quei salti con cui le Occhi di Gatto saltavano da un palazzo all’altro.
Con un colorito che Biancaneve era abbronzata in confronto.
Mentalmente ripercorri il vostro incontro.
Nulla di grave, pensi.
Poi cerchi di ricordarti cosa avete fatto nell’incontro precedente.
E ti maledici perché avevi incontrato Mary Jane anche quella sera e nella tua memoria c’è una coltre di fumo a separarti dal ricordo di quella sessione di ginnastica compensatoria (che è diversa da quella “per dimenticare”).
Niente.
Il vuoto.
Tanto, ti dici, se il danno è fatto, conviene saperlo.
Ti fai, quindi, forza – devono essere passati tra i 5 secondi e i 5 secondi e mezzo al massimo, ma ovviamente erano in slow motion – e chiedi: cosa intendi?
E lui ti guarda.
Sorride sornione.
E dice:
Non mi ricordo il tuo nome…

Scusa? Scusa? Scusa?
Ma tu sei basito!
Si può dire durante una sessione di sesso occasionale una frase del genere?
Vuoi provocare un collasso cardiaco?
Machissenefotte che non si ricorda il tuo nome.
Davvero pensava che a te interessasse qualcosa?
Pensava forse che per un bacio tu avresti preso in considerazione l’idea di uscirci insieme?
Ti faceva così umano, così interessato alla natura umana?
Non si è reso conto che è passato quasi in un mese da quando vi siete conosciuti, mese in cui tu non gli hai più rivolto parola?
Ma soprattutto, non si rendeva conto che nemmeno tu lo stavi chiamando per nome visto che anche tu non avevi la più pallida idea di come si chiamasse?!?
Hai deciso di sintetizzare i tuoi pensieri con un laconico:

è un tipo di frase da formulare diversamente in un contesto del genere.

Poi hai cercato di ritrovare l’entusiasmo decisamente calato e dopo non poca fatica siete arrivati alla gioia.
Anche se tu stavi guardando l’orologio da almeno 13 minuti visto che eri in netto ritardo sulla tabella di marcia.
Ma cosa ci puoi fare? Mica puoi dire a uno che ci manca poco che ti chiami “patatone” di vestirsi e andarsene solo per una frase fuori posto e un limone mal interpretato.
E anche perché il tempo a vostra disposizione è finito da un pezzo, “ci sfumano” avrebbe urlato la Ventura.
Se non altro perché se avete degli amici in comune, potrebbe parlar male di te.
[nota a margine. il cretino ti ha lasciato due lividi sulle guance che oggi hai dovuto vanamente cercare di giustificare tra le risatine dei tuoi colleghi. Forse a causa della fame chimica deve averti scambiato per un big mac. Comunque, grazie a dio o a chi per lui, i lividi sono perfettamente speculari e grandi più o meno uguali. Insomma, quanto meno fanno pendant.]

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