Chissà se sai di menta o di salsedine


Che romanticismo un bacio sulla guancia.

Quei millesimi di secondo che ti fanno chiedere se ti bacerà sulle labbra o meno.
Come batte il cuore.
La prima volta, quando riaccade da grandi, è sensuale e un po’ vintage.
Perché è come indossare un vecchio vestito.
Ti fa tornare indietro.
Ti fa ricordare quando eri un pulcino che si affacciava al mondo.
Quando sentivi prudere i brufoli bianchi sulla faccia e le tue ascelle emanavano un odore che manco una discarica abusiva che brucia.
Quando avevi solo pochi peli biondi sulle gambe.
E un pene di una dimensione diversa ogni giorno che ti faceva dubitare della validità del sistema metrico decimale.
Quando non ti preoccupavi di indossare un salvagente di ciccia, quale accessorio costante abbinato ai tuoi jeans a zompafosso (termine tecnico che usava tua madre per identificare i pantaloni che arrivavano alla caviglia) e ai tuoi mocassini College.
E quando, dopo una serata con una ragazza, nei secondi prima di arrivare al portone, accompagnandola a casa – che ci puoi fare se per un bel pezzo della tua grama vita ti sei accoppiato con dei “singolare femminile” – temevi di macchiare gli slip, se fosse successo.
Quei magnifici secondi interminabili in cui l’unica cosa che riuscivi a pensare era “devi solo infilarle la lingua lentamente in bocca e poi iniziare a centrifugare”.
Senza immaginare che questa azione avrebbe quasi soffocato la poveretta, i cui gemiti sarebbero stati dati dal terrore di restarci secca e non da quello che tu avresti interpretato come apprezzamento e incitamento ad una maggiore centrifuga, superando anche i limiti dell’anatomia della bocca.
E poi ti ricorda quando, alla fine, di colpo, lei si tirava indietro perché “gli amici sono più importanti dell’amore. non roviniamo un rapporto così profondo”.
Che avresti scoperto da grande voler dire: “andiamo a scegliere le mie prime scarpe col tacco insieme ma… mi pare evidente che vorresti centrifugare la lingua nella bocca di mio fratello”.
Ti dava un bacio sulla guancia, prima di correre sulle scale maliziosa e imbarazzata.
E tu, bambino 13enne dalla sessualità quanto meno confusa, se non già inversa, era come se cadessi dal muretto delle pugnette-in-compagnia a quello molto più basso delle pugnette in solitaria, con tanto di rumore sordo da sedere-ciccione-che-atterra-su-cemento-armato.
Ecco, il primo bacio sulla guancia (e quindi limone mancato) da quasitrentenne è romantico e nostalgico.
Il secondo, in una sola settimana, dopo una serata alcolica e con un discreto impulso all’accoppiamento selvaggio, perde l’elemento da romanzo rosa e ti fa sentire, invece, solo un po’ come un adolescente.
Sfigato.

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