La Musica è Finita (appunti di fine stagione)

E così sabato scorso è ufficialmente finita la stagione invernale, con la chiusura del Plastic.

Una serata che ha dato come al solito le sue soddisfazioni.
A te e al Dottorino, per l’occasione vestiti con la stessa maglietta – tipo velina magra e velona grassa – che dichiarava “La Musica è Finita”.
Nonostante foste stati tacciati di scarsa originalità da The Queen – lei si era vestita così lo scorso anno, come potevate saperlo? – il vero scoop della serata avviene quando verso fine serata incontri fuori a fumare il ragazzo non-bacio-in-discoteca di cui hai già avuto modo di parlare qui in compagnia di un amico.
Il di Lui amico vi guarda e dice:
La musica è finita perché Vasco si ritira?”.
Accenni una risatina come per dire “Bella battuta di merda”.
Lui vi guarda e serio ripete:
La musica è finita perché Vasco si ritira?”.
Guardi il Dottorino.
Il Dottorino guarda te.
Capite che non sta scherzando.
Quasi in imbarazzo – come si fa a sopravvivere al Plastic se non conosci nemmeno l’a-bbi-ccì della musica italiana? – rispondi:
“No, è un pezzo della Vanoni…oggi chiude il Plastic per l’estate…”
Canti il motivetto e prendi l’iPhone per cercare conferma di autore e interprete.
Mentre pensi: vuoi un disegnino di cosa significa la maglietta?
Ed è qui che la situazione degenera.
“No, lascia perdere, non so chi è, pensavo era per Vasco”
Sorvolando sull’italiano stentato – del resto alle 4 della mattina pure tu toppi i congiuntivi – cerchi di insistere
“Dai, la Vanoni…”
Quando lui ti guarda con l’occhio spento, come una trota che vaga senza meta in un fiume d’acqua dolce, decidi che è il caso di desistere.
Ancora un po’ scossi per la conversazione appena conclusa, vi si avvicina un bel ragazzo pelato.
Che ovviamente vuole farsi il Dottorino – che già era più ambito di te prima di fidanzarsi e ora che sta con Plasil la situazione ovviamente non è cambiata.
Il Dottorino cerca di smarcarsi.
E’ fidanzato.
L’astante insiste.
Che gli dia almeno il nome per aggiungerlo su Facebook.
Ed è qui che tu tiri fuori la tua carta da maestro per far fuori il pedante bel ragazzo che vuole farsi il tuo amico fidanzato e non te.
Carta poco credibile, ma tanto se dopo le 2 del mattino vale limonarsi chiunque, perché una sana palla per liberarsi di un bonissimo disturbatore non dovrebbe andare bene?
La tua mossa segreta altro non era che riportare a vita sociale Marco Tebani.
“Che cognome difficile” dice l’astante “Lo segno sul telefono per non dimenticarmelo”.
Ed è qui che la storia viene riempita di particolari surreali per renderla credibile.
Tu diventi immediatamente Giulio Tebani, fratello di Marco.
E comunichi a tuo fratello che vostro padre all’indomani lo avrebbe voluto in studio – non meglio identificato studio di che – alle 10.00.
Quale momento migliore tra due fratelli per comunicare impegni lavorativi/familiari se non al Plastic alle 4 della mattina?
In tutto ciò, che tu possa essere il fratello del Dottorino è credibile come dire che si è appena scoperto che Irene Pivetti e Pamela Andreson sono sorelle – ovviamente, nella metafora, tu sei Pamela Anderson.
Tu parli in romano, lui in milanese.
Tu sei alto e piazzato, lui è più basso e mingherlino.
E parlando dei tratti somatici, non sarebbe credibile manco dire che siete cugini di terzo grado.
Incredibilmente l’astante ci casca, chiedendo anche che foto avrebbe trovato su Facebook.
E quindi voi descrivete quanto effettivamente si troverebbe.
Soddisfatto si allontana, ignaro che nella migliore delle ipotesi avrebbe aggiunto un profilo gestito da una persona che non esiste e nella peggiore da una persona che non è quella che lui vorrebbe farsi, visto che sei tu a gestire la pagina di Marco Tebani.
Per concludere la pausa sigaretta senza farti mancare nulla, vedi uno che ti sembra un tuo collega.
Ma non sei sicuro.
E’ stranamente pettinato decentemente (dove per decentemente leggasi: capelli non arruffati) e con la barba rasata.
Ti avvicini.
E’ effettivamente un tuo collega.
Ti guarda strano. E poi ti saluta.
Pensi che non pensasse di trovarti lì.
Poi ci pensi meglio e ti rendi conto solo che l’accoppiata matita nera + matita argentata sugli occhi e una maglietta in stile annuncio mortuario è un pelo lontana dall’approccio professionale che cerchi di avere dal lunedì al venerdì.
E pensi che come al solito forse sarebbe stato meglio farti un sano pacchetto di batacchi tuoi e lasciar perdere sbracciamenti e saluti vari.
A fine serata, mentre il divorzio con Vodka Lemon e Invisibile continua – ti hanno stomacato al punto da affrontare la calca dell’ultimo Bordello praticamente sobrio, o almeno ti sembrava di esserlo – l’ultimo Plastic di stagione ti ha fatto sentire che le vacanze sono alle porte.
E aspettando Mykonos, non resta che tenere botta alle ultime fatiche lavorative, mentre cerchi qualcuno che non ti sei ancora limonato al Vogue.
Impresa, sinceramente, un po’ ardua ormai.

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