De che?

Di recente, hai avuto un incontro di zin zin piuttosto focoso ed intenso.
Di quelli che dopo ti raccomandi di essere discreto.
Certe cose molto meglio che restino dove sono accadute.
Ossia in camera da letto.
Già sei quello che si dimena maldestramente sul palco al Vogue.
Ci manca solo che diventi pure quello un po’ facilone a letto e la tua social life è ufficialmente finita.
O quanto meno la ricerca di un nuovo fidanzato che hai messo in agenda per settembre.
Detto questo, mentre accompagnavi l’aitante amante alla porta, lui si avvicina.
Tu ti scosti.
Cosa vuole? Baciarti?
Eri riuscito ad evitarlo in un’ora di amplesso.
No, non voleva baciarti.
Almeno, non voleva limonarti.
Voleva darti il “doppio bacio”, quello che si dà agli amici.
Tu eri pietrificato ed esterrefatto. Oltre che strafatto – ecco forse perché tanta foga nello zin-zin-are.
Per la serie: ma che te bacia? Siete di colpo diventati amici e non te ne sei accorto?
Anche perché pure gli pseudo fidanzati con cui eri stato meno di 2 anni, eri solito accompagnarli alla porta dicendo di non farsi mai più vedere, visto che non eravate amici prima.
Figuriamoci un tale con cui l’unica cosa che condividi è il raggiungimento della gioia.
Ti veniva un po’ da ridere e già ti immaginavi i commenti con il Dottorino e con Utero di Riserva su questo maldestro saluto.
A questo punto davanti alla porta, quando pensavi che il peggio fosse passato, ti guarda e con fare serio ti dice: “Grazie e buona serata”.
Ma che saluto è “Grazie”?
Ti stava dicendo tra le righe che non trovava uno che se lo faceva da sei secoli?
Ti stava dando del crocerossino?
No perché forse va spiegato che questo non è il modo per gratificare uno con cui hai appena fatto zin zin o per sottolineare la sua eccellente – quando mai no – performance.
Alla locuzione “Grazie e buona serata”, tra l’altro, volevi rispondere “A breve le mando il meeting report”.
Oppure “Rimaniamo in attesa di un suo cortese riscontro”.
Non sopporti il burocratese nella vita, figurarsi a letto.
A sua parziale discolpa – o totale condanna – va detto che il giorno successivo ti ha scritto su Skype “Grazie della bella serata”.
Ora, o tu hai un problema con l’uso della lingua italiana, oppure la gente è matta.
“Bella serata” è quella che hai passato con 16anni che ti ha scaldato il cuore.
“Bella serata” è quella che passi con un amico.
Ma da quando zin zin+gioia+eclissati-alla-svelta=grazie della bella serata?
Avresti bisogno di un Vodka Lemon.
Per riflettere.
O per dimenticare.
Peccato che tu ne sia divorziato.
Almeno temporaneamente.
Nell’attesa, senti sempre più pressante la necessità di schedulare il prossimo fidanzamento.
E cerchi qualche volontario per i pre-casting.

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