Shanghai 2/ Pazza pazza pazza su un… bancone

Ni hao da Shanghai.

Quello che scrivi oggi riguarda un po’ più la gay life e un po’ meno l’analisi sociodemoculturale delle china-persone.

Esiste, infatti, una grande comunità di occidentali, cosi detti expat, che con i loro stipendi medi per il paese di origine, qui fanno più o meno la vita di Briatore.

Tutti belli e ben vestiti (pure i bidirezionali), tutti molto disinibiti, tutti molto ricchi. E la parola d’ordine è: party.

Insomma Shanghai sembra il paradiso terrestre per un occidentale come te (se si dimentica il fatto che la maggioranza degli autoctoni ha il pene della dimensione giusta per togliersi l’insalata dai denti).

L’altra sera ad esempio sei stato al Malone’s (il must del lunedì dove con 50 china-soldi ti fai un menù all’americana, birra inclusa), ad un secondo posto dove fino alle 23 la birra è gratis e poi in un terzo posto dove si ballava latino-americano (e dove hai sentito il “Meneito” per la prima volta dal 1995, quando era il pezzo forte per la chiusura della discoteca del paesello abbruzzese dove i tuoi ti confinavano ad agosto).

Morale della favola, nel secondo locale c’era un mega bancone, un po’ “Ragazze del coyote Ugly” dove inizialmente ballavano tre splendide cinesi.

Mettono Lady Gaga e tu senti un irrefrenabile voglia di palco.
Del resto, ti sei perso la chiusura del Vogue ed eri in astinenza da esibizionismo di movimenti scoordinati.

Resisti la prima canzone ma quando senti “Bad Romance” le tue gambe si muovono da sole.

Senza accorgertene sei nel mezzo di un bancone con sotto una 50ina di bidirezionali impazziti che urlano e cantano, sbagliando ovviamente gli attacchi e i ritornelli.

È un attimo.
Il sedere – per usare un eufemismo – si muove.
Le mani assumono la posizione “grr”.
Il sudore comincia a scendere copioso sulla tua fronte, come solo la sera che eri con la croce rosa fucsia al Vogue.

E con 3 birre (si lo sai gonfiano ma tanto non sei a Milano e nessuno ti ha visto) e 3 vodka lemon annacquati, hai dato lo stesso pessimo spettacolo che dai tutti i venerdì al Vogue.
Solo che eri in un locale bidirezionale.
E a 10.000 km da casa.

Ma se si è un rive gaucher vero, c’è poco da fare.

Movimento di bacino e che show sia.

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