Chiamate subito Elizabeth Mitchell

Mai avresti pensato di finire il tuo venerdì sera così.

Cioè pensavi che fosse qualcosa che accadeva solo nelle soap operas o nei film di cassetta.
E invece.
La serata era iniziata con il compleanno del Dottorino – appena passato – che avreste festeggiato al Vogue.
E che lui aveva già festeggiato raggiungendo la gioia – nonché aggravando l’incuoricinamento dei suoi occhi – la sera prima.
Tra l’altro, eri in compagnia del Vicino, sempre più VIP e starlette, con il quale hai coniato un nuovo gergo di domande “salva-vita”.
Ad esempio.
Sei sicuro che ti stai limonando uno che ti piace? diventa Hai mandato il report a tutti?
La risposta sì certo a tutti vuol dire fammi limonare in pace stronzo
La risposta diamine no, dobbiamo chiamare Elizabeth Mitchell invece va tradotto come ti prego tirami via all’istante da qui.
Come se non bastasse, questo già complicato e poco naturale codice segreto – Jennifer Gardner vi fa una sega – c’era anche la domanda hai mandato i disegni al cliente? che vuol dire vuoi tornare davvero a casa con questo tipo?
La risposta affermativa stavolta era: sì, ha molto apprezzato gli storyboards
In caso di aiuto salvami invece si deve rispondere: no, diamine, chiamiamo subito Elizabeth Mitchell.
Ecco.
Se si partoriscono da sobri questi codici salvavita ridicoli, la serata non potrà che essere troppo alcolica.
E così è stato, visto che tu hai più o meno fatto da latrina alcolica, avendo bevuto, oltre due o tre cocktails tuoi, anche quelli della Gnocca e della sua amica.
Sta di fatto che alle 4 decidi che ne hai avuto abbastanza, soprattutto perché, nonostante le tue danze scatenate, la tensione alcolica non aveva intenzione di scendere.
E quindi hai ritenuto più opportuno sfidare la sorte ubriaco alle 4 che sfidarla ubriaco e stanco alle 5.30.
Ed è in macchina che comincia qualcosa di spaventoso.
La metamorfosi.
Tu parli a ruota libera di cose bizzarre e poco collegate tra loro, mentre di tanto in tanto copri l’occhio sinistro con la mano per riuscire a mettere a fuoco i pedoni e non fare strike, prendendoli tuttu.
Il Vicino un po’ ascolta, un po’ no.
Fin tanto che il tuo umore fa una curva a gomito e di colpo, più o meno a 500 metri da casa, cominci a sentire un’irrefrenabile voglia di piangere.
Ti contieni.
Non vuoi finire come Macy Spectra quando, ubriaca e piangente, è morta per la seconda o terza volta, in un incidente stradale, dopo aver scoperto la relazione tra Throne e Brooke.
Ma, soprattutto, non vuoi far pensare al Vicino che tu sia completamente matto, ora che sei il suo agente.
Ma una volta salutatolo sul pianerottolo, e chiusa la porta alle tue spalle, non hai resistito.
E, ispirandoti a Jen di Dawson’s Creek, hai cominciato a singhiozzare spostandoti da un mobile all’altro.
Perché a quel punto non riuscivi più a stare in piedi.
Quindi decidi che gli amici ci sono per sorbettarsi le paturnie a vicenda nel momento del bisogno e chiami il Dottorino.
Il quale, mentre tu singhiozzavi, farneticava roba tipo w l’alcol.
Cosa che a te faceva singhiozzare ancora di più.
Fin quando non si è accorto che tu non stavi singhiozzando per finta ma eri in una valle – ingiustificata – di lacrime.
Quattro chiacchiere e poi anche il Doc è arrivato a destinazione e quindi vi siete salutati.
Mentre tu temevi che avresti continuato a piangere per due giorni.
Vista la violenza con cui le lacrime eruttavano dai tuoi occhi.
Mai avresti pensato di finire il tuo venerdì sera così.

Cioè pensavi che fosse qualcosa che accadeva solo nelle soap operas o nei film di cassetta.
E invece è successo.
Però a differenza dei film, sei riuscito a trovare una soluzione.
Mentre attendevi che l’acqua bollisse, hai infilato due dita nella tua cavità orale e hai scaricato nel wc tutta la tua folle disperazione.
Non che l’operazione sia servita a molto, visto il tuo umore e il tuo mal di testa il giorno successivo, ma quanto meno sei riuscito ad addormentarti senza piangere.
In fondo, però, anche Sue Ellen avrà avuto i suoi momenti no, pensi.
E poi piangere disperatamente per amore – unitamente al fatto che non riesci più a trovare nessuno che ti piaccia per farci del sano sesso – ti rende così upperclass.
Come il fatto di arrivare davanti allo specchio, con gli occhi bagnati e il trucco sfatto che cala sulle guance, ti fa sentire così decadente da essere ufficialmente identificabile come una vera star.
Cool e alcolizzata.

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