Tra Capitan Uncino e Paola Perego

Un po’ Jonny Depp, un po’ Capitan Uncino.

Un po’ anche Spugna, la personal assistant di Capitan Uncino, se si guarda alla pancia.
Con il tuo uncino hai approcciato la festa di Carnevale del Vogue. Ossia l’unica sera dell’anno, se si esclude Halloween, in cui puoi uscire tranquillo di casa anche con gli occhi truccati senza doverti guardare le spalle ed essere pronto a sferrare un’unghiata sulla faccia di qualche potenziale aggressore.
O almeno così ti dicevi per rassicurarti, quando ti sei reso conto che con l’occhio destro bendato dovevi fare attenzione ad evitare i pali della luce e a restare in equilibrio, figuriamoci come potevi fare a controllare le strade con la coda dell’occhio.
La tua serata è passata allegramente tra le frustate di Anima Gemella e della sua amica sado – che potresti chiamare Parrucca, visto che ne ha sempre una diversa e che non riconosceresti “nature” -, tra i limoni portati in dono a 16anni, in versione, poco credibile ma sexy, cowboy (che ha messo a dura prova la forza contenitiva dei tuoi jeans a vita bassa) e tra le uncinate a tutte le tette grosse che vedevi a portata. Comprese quelle del fidanzato etero dell’amica del Dottorino.
Verso le 3, poi, saturo di balli e Vodka Lemon, dopo aver rivelato un segreto purpureo che sarebbe dovuto restare tale, con la coscienza che 16anni sarebbe andato a dormire a casa dei suoi, quando hai ricevuto un messaggio di un tuo contatto Supermercatesco, hai deciso di mollare tutto e tutti e di tornare a casa a divertirti.
Ovviamente hai informato il tuo contatto del fatto che eri in versione corsaro.
Tu però, preso dai fumi dell’alcol e dal fumo del fumo, devi probabilmente esserti scordato dei tuoi occhi neri.
Per cui, dopo averlo fatto salire, ti sei tolto la parrucca, la benda, le ghette-stivali, l’uncino (ovviamente solo quello posticcio) e anche il resto dei vestiti e hai amoreggiato.
Cioè fatto cose zozze.
Raggiunta la gioia, vai a sciacquarti il viso in bagno ed è lì, alle 05.10, che hai una visione.
Eri stato posseduto.
Non in senso carnale dal tuo contatto – che poi si è rivelato (ovviamente) pazzo in quanto ti ha scritto che era in imbarazzo per le sue dimensioni rispetto alle tue quando tu hai pensato quasi che ce l’avesse allungato su un’area tale da farlo sembrare un cilindro molto più tornito del tuo – ma dallo spirito di Paola Perego.
I tuoi occhi erano evidentemente truccati come i suoi.
Almeno quello sinistro che era rimasto visibile tutta la sera.
Mentre quello destro che avevi cominciato a truccare per sbaglio forse faceva più Avril Lavigne ai tempi d’oro.
O Britney Spears quando si rasava i capelli.
Senza parlare poi, per l’appunto, dei capelli che, essendo stati tutta la sera sotto una parrucca non avevano altra forma che nessuna forma.
E, per concludere, ti dice mentre ti lecca il collo: ma cosa hai messo sul collo? Un profumo con un sapore terribile o terra?
Ed è lì che ti rendi conto che il Dottorino non ti aveva ancora edotto a sufficienza sull’uso del make up.
E hai scoperto che anche la terra va struccata.
Cosa di cui poi ti sei reso pienamente conto questa mattina quando, facendo colazione, hai capito che probabilmente la Sacra Sindone si era creata solo per una terra particolarmente resistente utilizzata dal Nostro Signore.
Oddio, questa è blasfema.
Finirai all’inferno.

Una risposta a "Tra Capitan Uncino e Paola Perego"

Add yours

  1. Stolto
    Tutti sanno che Nostro Signore usava un fondotinta compatto!
    Per questo la Sindone ha resistito nei secoli a numerosi lavaggi!

    Dottorino

    Mi piace

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