Foglie di fico


23 febbraio – e risposta di Remolabarca alla tua mail di cui al post precedente– a parte, ti trovi a fare alcune riflessioni su come si comportano le persone in fase di approccio.
Avevi perso l’abitudine alla follia umana e rive gauche, a forza di essere accoppiato.

Cerchi di spiegarti meglio.
Le persone che hai conosciuto in questi mesi hanno avuto degli approcci bizzarri.
Prima dicono una cosa, poi nei comportamenti ne fanno un’altra.
Quando nessuno ha chiesto loro più di 30 minuti di ginnastica sul letto o sul divano.
Qualche esempio.

Rosso-un-amore-che-non-puoi prima ti fa un panegirico su quanto ti si voleva fare, su quanto desiderabile sei (e qui probabilmente ci vedeva male perché lo diceva mentre eri nudo) e amenità simili.
Dopo il raggiungimento della gioia, diventa sfuggente.
Per la serie, mi piace averti un po’ dietro ma nessuna concessione.
E la domanda, fidanzato che comunque tradisci a parte, è: ma non ti trovava così irresistibile?

Quello che non si ricordava di te, dopo aver avuto un amplesso decisamente buono, ti scrive un sms.
Citi testualmente: “Beh che dire! Bello come raramente accade. Davvero! Un bacio, buona serata”.
Tu rispondi dopo qualche ora e poi lo inviti per un secondo appuntamento. Senza specificare se sarebbe stato un appuntamento o una sana sessione di salti sul letto.
Sparito.
Poi una sera gli parte una telefonata, rispondi, capisci che era involontaria e metti giù. Scrivi sms per dirglielo. Nessuna risposta.
Ora le ipotesi sono due: o il primo messaggio non era destinato a te oppure questa persona soffre di evidenti dissociazioni.

Infine Nestlè, che al momento vorresti considerare quello-con-cui-esci, ma sarà così anche per lui?
Prima ti invita di sua sponte ad happenings esclusivi.
Poi latita.
Poi ti invita al cinema. Ma coi suoi amici.
Poi risponde agli sms dopo parecchio tempo (ergo dimostra distanza).
Poi stasera dovreste uscire e ancora non hai la più pallida idea di come vi organizzerete.
Ora, non che uno con cui sei uscito tre volte deve essere a conoscenza delle tue idiosincrasie organizzative ma non ti sembra normale non aver ancora condiviso con te l’agenda della serata.
O forse questa altro non che che una tua idiosincrasia?

Infine, punto generale, questo modo di fare “discontinuo” ti impedisce di incasellare le tue frequentazioni. Non ti aspetti di certo che qualcuno ti dica al primo o al secondo appuntamento/sessione di flessioni frequentiamoci-voglio-conoscerti perché ti verrebbe un improvviso attacco di colite da farti fare la Parigi-Dakar al contrario di corsa alla ricerca di una toilette ben infrattata dove nasconderti.

Però tra l’essere un po’ elastici e il dire una cosa e farne un’altra c’è una differenza.
Nessuno, cioè almeno non tu, ha chiesto di frequentarvi.
Nessuno ha chiesto romanticismo e messaggi sdolcinati.
Nessuno ha chiesto di essere sedotto – quando eri già nudo quindi già convito a donare la tua dote – con frasi che ti facessero sentire il ragazzo più sexy di Milano.
Insomma, nessuno ha chiesto di coprire l’animalità del vostro incontro – che ha comunque un aspetto assai sensuale – con una foglia di fico.

Però, per quanto – come gli uccelli – le parole volino, proprio perché nessuno ha chiesto nulla, prima di aprire bocca e dare fiato, si potrebbero azionare quei due-tre neuroni che gravitano impazziti nella propria calotta cranica. Perché al prossimo che ti dice qualcosa del genere, gli fai un rutto in faccia.
Sapore, manco a dirlo, Vodka Lemon.

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