Intrecci continui


Ci sono degli episodi ricorrenti nella tua vita.

Alcuni rientrano nella categoria “memoria bruciata da alcol e cannabis” e vi si incasellano tutte quelle persone che millantano di conoscerti molto bene, di aver avuto rapporti sessuali con te, di aver parlato in discoteca. E dei quali tu ovviamente non ti ricordi assolutamente.

Altri rientrano nella categoria “intrecciati con L”.
Ora, tu e L non vi frequentate molto.
Più che altro un rapporto telematico fatto di email su Facebook.
Però la vita sta sottolineando quanto tu ritieni da tempo.
Ossia che se L sta ormai ad Henry Milk e che quindi tu stai ufficialmente a James Franco.

Questo, ça va san dir, non tanto per essere il fidanzato ufficiale di L – cosa che comunque ormai potrebbe darti un certo status sociale visto che ormai parla anche ai convegni politici, praticamente ha il tesserino da libero pensatore/parte dell’intelighenzia milanese- quanto perché ti verrebbe finalmente riconosciuto di essere splendidademente splendido come il divino (James Franco, non L, ovviamente).

Ad ogni modo, ieri sera, hai scoperto che, oltre al tuo 22enne Vicino, tanto carino quanto distaccato, L ha in comune con te anche il Cliente.
Solo per specificare, si intende cliente un facente parte del reparto marketing di un’azienda per cui la tua agenzia e tu lavorate.
Da non scambiarsi con clienti di altro genere, in tempi di RubyGate.
Anche perché tu non lo faresti né per noia né per professione ma solo per passione, tanto per chiarire.

Il Cliente, come da tradizione degli amici di L, è ovviamente un bel bocconcino.
E, come da tradizione degli amici di L, è ovviamente anche off limits, non solo perché è fidanzato ma perché la regola “niente batacchio nel palazzo” vale a maggior ragione con il committente del tuo lavoro che spesso, solo per il suo ruolo di committente, ti causa degli attacchi di bile e di isteria gaia.

Con il tuo Vodka Lemon mattutino in mano, fai quindi una serie di considerazioni.

La prima è che L ha solo amici boni. E che quindi forse dovresti frequentarlo di più.

La seconda è che per un motivo o per l’altro gli amici boni di L sono intrecciati con te in qualche modo. E che quindi forse converrebbe fare una cena plenaria per vedere se tra quelli che non conosci c’è il tuo commercialista, l’avvocato che lavora nello studio di tuo zio e il parrucchiere che va a fare la tinta a domicilio da tua nonna.

La terza è che per un motivo o per l’altro gli amici boni di L che sono intrecciati con te, sono drammaticamente off limits. Vuoi perché i limits li pongono loro. Vuoi perché sono ovviamente “fidanzatissimi e innamorati”. Vuoi perché proprio è eccessiva la sola idea di fare altro che lavorarci. E che quindi forse è inutile frequentare di più L e i suoi amici, visto che alla fine, tristemente, non te lo danno mai.
Ammenocché L non voglia farti diventare James Franco.
Ma questa è un’altra storia.

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