Rapporti di buon vicinato

E’ un mercoledì sera.

Tu hai avuto una giornata davvero pessima.
Campale, ti direbbe Remolabarca se steste ancora insieme, prendendoti in giro per questo termine desueto che hai ereditato da tua madre. Insieme a “idrofobo”. Che anche in questo caso era un aggettivo giusto per definire il tuo stato d’animo.
La sera prima avevi fatto tardi per il secondo dottorino che hai incontrato nella tua vita. Di giorno una domanda un po’ fuori luogo di Big Jim, ti aveva fatto arrabbiare. E una serie di colleghe erano riuscite a farti perdere del tutto le staffe.
Alle 21.15 ti eri rifocillato con una pizza, al diavolo le calorie quando si è idrofobi, e ti eri svampato un miccione che avrebbe steso un elefante. E parlavi al telefono con il Dottorino, l’originale non il sopravvenuto.
Biascicavi, più che parlavi, per essere esatto.
Comunque in questo quadretto di devastazione tardoadolescenziale e malumore leopardiano, il tuo avviso di chiamata di comunica che hai sotto un’altra telefonata. Avviso di chiamata normalmente inutile visto che è grasso che cola se ricevi una telefonata, figuriamoci due. La seconda telefonata era di un amico di cui hai già parlato e di cui non ti ricordi il soprannome Batacchiesco ma che per comodità chiamerai AR (UPDATE: soprannome trovato, è il noto L di “Per interposta persona”).
Visto che era un po’ che non lo sentivi, metti in attesa il Dottorino e prendi la telefonata.
Ti chiede se abiti nella via e al numero civico dove abiti e ti comunica che è da un suo amico al piano di sopra. Tu ti ringalluzzisci, pure questo è un termine derivante da tua madre?, ma ti rendi conto di non essere presentabile.
Ti rendi altresì conto che potresti aver perso ogni possibilità di rimorchio se per qualche ragione ti avesse visto scendere a prendere un caffè un sabato mattina quando indossi i jeans e la giacca sopra il pigiama e copri il viso con degli occhiali talmente grandi da coprire le occhiaie ma non il colorito giallognolo post Vogue. O se ti avesse visto uscire per la serata Lady Gaga, conciato come una vera sfranta. O se ti avesse visto tornare dall’ufficio con outift OminoMichelin/Affrontiamo l’inverno milanese in scooter. Insomma, ti rendi conto che potresti aver perso qualsiasi possibilità di rimorchio se solo ti avesse visto.
E quindi decidi di non salire. Ma cominci ad escogitare il modo per agganciarlo. Oltre all’immediato inserimento su Facebook, nella categoria Supermarket dove è possibile vedere solo le foto in cui sembri un modello e non quelle in cui sembri tu quando giri per il palazzo, pensi che, come ogni casalingua disperata, dovresti salire al piano di sopra con un bel cesto di muffin. Per presentarti e dirgli che se vuole può chiederti del sale. E forse del caffè se è fortunato, perché in casa tua non c’è davvero altro. Tranne il pane secco Vitasnella, le zuppe pronte Knorr e l’Activia 0,1.
Il tutto per rapporti di buon vicinato, mica per altro.
Ad ogni modo, è partito.
Ma tu hai cominciato ad essere un po’ più chic anche quando vai in giro per il palazzo.
Visto che Vicino ti ha comunicato che ci sono altri 4 papabili di cui tu in 3 anni non hai mai approfittato, ma lui in 3 settimane evidentemente sì.
Nel frattempo, in attesa del suo ritorno, bevi Vodka Lemon. Nella speranza che questo ti provochi la colite ed un successivo dimagrimento.

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