Ombre su Milano


Sei stato un pò in silenzio.
Un pò per via del tuo on-going con Remolabarca, che ti sta piacevolmente assorbendo.
Un pò per via di quello che è accaduto lo scorso weekend.

Dopo aver parcheggiato la macchina intorno alle 00.15 e mentre ti muovevi in direzione Rolling Stone, accompagnato come sempre da Remo, che come sempre non smettevi di sbaciucchiare, ti accorgi che ci sono due ragazzi davanti a te che portano una chiave in mezzo alle dita, chiuse a pugno.

Nel tuo stato di scarsa lucidità, decidi di cambiare marciapiede. Lo stesso fanno loro.
Lo ricambi. Lo stesso fanno loro.

Si avvicinano e con tono aggressivo vi chiedono dove state andando. Rispondi tu, in un impeto di mascolinità, Rolling Stone. Chiedono che serata c’è. Vogliono che tu gli dica che sei gay per poi picchiarti, pensi.
Rispondi con il nome della serata, That’s All.
Chiedono di nuovo che serata è.
Remo risponde descrivendo la musica.
Chiedono quanto costa entrare.
10 euro, dici tu. 15 se non sei in lista.

Si guardano e si dicono “andiamoci”.
Poi si girano e vi dicono “vabbè dateci i soldi”.

Ora, non che tu sia completamente pirla, ma se devi scegliere tra una collutazione con due tizi muniti di chiavi che potrebbero rovinare il tuo così bel visino e perdere 30 euro, preferisci perdere i soldi.

Gli consegnate 100 euro in tutto.
Vogliono i telefoni.
Il tuo Nokia gli fa cagare.
Remo deve concertare un pò per farselo lasciare, il suo palmarino.

I due vi guardano il collo.
Per vedere se avete collanine, forse.
Per vedere se avete tatuaggi, forse.

A quel punto uno dei due, quello che non aveva in mano il telefono di Remo, dice all’altro che non siete quelli dell’altra volta. Pensi subito che abbiano un conto in sospeso con qualcuno. Milano far west. Alla fine, lasciano il telefono a Remo e se ne vanno.

Siete abbastanza sconvolti dall’esperienza.
Fermati e aggrediti negli unici 50m di buio in mezzo al casino di Corso XXII Marzo, e chiaramente dai loro gesti e dal loro modo di porsi, perché siete due finocchi.

Chiami Pinotto per farti dare un passaggio e tornare alla tua macchina.
Poco più avanti dove avevate parcheggiato, la polizia ha fermato proprio i vostri aggressori.

La serata sarebbe terminata in questura a tarda notte.
Li avete fatti arrestare.
Sapendo che tanto dal giorno successivo sarebbero stati fuori e sarebbero potuti venire a cercarvi.

Purtroppo nella denuncia non esce che è stata un’aggressione verso dei gay, perché i due lo avevano solo lasciato intendere ma non vi avevano dato dei froci o insultato per le vostre tendenze. Solo fatti e dettagli. Non cose tra le righe.

Quello che questa storia ti lascia, è la profonda consapevolezza che tutti quelli come Povia, come i tuoi genitori e come la Chiesa che combattono la normalizzazione dell’omosessualità, stanno fomentando i cervelli mononeuronici di esseri subumani come i due che vi hanno aggredito.
Perché pensano che tanto un gay è una femminuccia.
Perché pensano che due gay che si baciano facciano schifo e vadano eliminati.
Perché nessuno ha insegnato loro i concetti di onestà e rispetto.

E pensi anche che se questa cosa è successa nel centro di Milano, chissà qual’è la reale situazione in borghi più piccoli dell’Italia. E pensi che la stessa sensazione di ingiustizia e impotenza la sentano molto più forte tanti altri ragazzi come te e come Remo, vittime di questa società neo-guelfa.

E purtroppo, stavolta, non c’è vodka lemon che tranquillizzi il tremore di quando anche al buio delle 21, apri il tuo cancello e rientri solo.
Quest’anno andrai al Gay Pride. Non solo per sculettare come una frocia per le vie della città mentre i carri sparano la Carrà a palla. Ma perché bisogna fare qualcosa per sensibilizzare l’opinione pubblica.

7 risposte a "Ombre su Milano"

Add yours

  1. È brutto, lo so, il venire aggrediti. Lascia un senso di violenza, di impotenza, che è difficile da lavar via. Però. Però. Eravate in due contro altri due – io lo so bene che le frocie non sono femminucce, ne conosco alcuni io che potrebbero buttar giù più di un muro. però. se ci si atteggia a tali, cioé se non si risponde ma si finisce come vittime, più che giustificabile, la scelta dell'aggressore è finalisticamente ineccepibile.
    detta meglio: non mi stai raccontando di un'aggressione omofoba, mi stai parlando di un paio di bulletti milanesi che han trovato un ottimo modo per far su qualche centone a sera. il pride purtroppo c'entra ben poco.

    le aggressioni seriali (se di aggressioni continue e mirate, contro lelle e gay) si sconfiggono in modo molto semplice oltre che banale: si riuniscono un po' di frocie muscolate, si prende quel che si deve prendere, li si va a stanare (i banditelli) e gli si fa il culo. poi c'è sempre tempo per il boa di struzzo, per la nonviolenza e bla bla bla.

    roma docet.

    comunque, se li hanno presi, vi siete pure fatti restituire i cento euri. pessima la scelta di non includere nella denuncia l'aggravante di xenofobia. davvero pessima. comunque, se avete voglia di andare avanti, con un buon avvocato e un paio d'anni vi potete fare la macchina nuova. 🙂

    (certo che però, questi manco no schiaffo vi hanno dato. gesù. i ladri finocchi.)

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  2. caro andrea, la scelta di evitare la collutazione è stata fatta per salvaguardare il mio bel visino.

    con una chiave non mi avrebbero mai ucciso. sicuramente sfregiato.

    saluto

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  3. Ciao, grazie per la segnalazione. Accidenti, queste cose devono finire, diventano troppo frequenti. Sia che si tratti di xenofobia, bullismo o aggressione.
    Per fortuna non vi siete fatti male e se poi li hanno anche presi è andata più che bene…
    Speriamo imparino la lezione. ^_^

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  4. terribile, assurdo… ma – ancora peggio – tristemente reale…

    con tutta la buona volontà nel non voler rispondere alla violenza con la violenza, credo mi pruderebbero di molto le mani, al cospetto di questi due disgraziati (o teste di cazzo, a seconda … )

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  5. …come direbbe la Mondaini: “almeno a te ti hanno rapinato… a me non è successo niente… che barba che noia che noia che barba…:( “

    Ovviamente scherzo… mi dispiace molto di questa brutta avventura…:*

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