Il Cambio di Stagione – Alla vita che vorresti


Inaugurato da due settimane, hai portato avanti la nuova usanza di “un brindisi per il weekend”. Se due settimane fa hai brindato a “milano, Gb. e il batacchio” in onore del superfigo ex ragazzo di Batacchio Bianco e se una settimana fa, probabilmente all’apice della tua astinenza e con tanto testosterone in corpo, hai brindato al “batacchio”, questo weekend, con del vino aperto da 3 settimane ma così freddo da impedire alle tue papille gustative di sentirne il sapore, hai brindato alla “vita che vorresti”.

Il fatto che tu soffra i cambi di stagione è certo. E non intendi il fatto che devi rimettere a posto l’armadio. Avendo 4 pezze di fatto usi le stesse cose tutto l’anno. Intendi piuttosto un malessere che inizia qualche settimana prima del cambio in modo latente. Poi i giorni a cavallo degli equinozi/solstizi (si scrive così?) hai l’umore di una femmina mestruata. E, quel che è peggio, dei cali, di umore, pazzeschi. E’ così che si è aperto il venerdì sera e il brindisi era davvero un augurio per allontanarsi dalla vita che fai e che forse non vorresti più.

Batacchio Bianco ti ha praticamente trascinato fuori casa, facendo appello a tutto il suo ascendente (o forse si dovrebbe parlare di minacce?). Hai scelto un abbigliamento sobrio e maschile, eccetto per il bracciale di finte perle nere comprato a Sitges, per comunicare che ti sei rotto le palle di pailette e superficialità. E sei andato in avan scoperta alla nuova serata del Rolling Stone.

Se il T35 dello scorso weekend era il peggior “vorrei ma non posso” degli ultimi anni, questa serata, allietata da Paola e Chiara che, in un lesbicamente trash playback, hanno ripercorso le loro hit nate per dilettare i finocchi italici, si è dimostrata all’altezza di Milano: bella gente, bella musica, bel locale. Peccato per i camerieri cafoni del bar.

E tra una gattamorta e un Vodka Lemon, purtroppo il tuo “umore da cambio di stagione”, di colpo, inaspettatamente, si è palesato. Avevi le palpitazioni. E, se qualche maligno pensasse così, non per il dottorino, nè per un altro essere dotato di pene, ma era la solita fottuta ansia da cambio di stagione. Il tasso alcolemico era troppo basso e lei si è riproposta come un rutto all’aglio. L’effetto è fastidioso come l’alito che puzza dopo il rutto. Devi ritirarti onde evitare di far danni.

E il sabato è passato liscio tra pensieri cupi e discorsi seri sul futuro, nonostante tu ce l’abbia messa tutta per tenerti occupato (la tua analista sarebbe fiera di te) con una chichissima mostra di Vanity Fair senza un bookshop decente in cui comprare un poster (ma senza la possibilità di comprare poster, perché si dovrebbe andare ad una mostra?) e senza nemmeno troppi finocchi da rimorchiare (ma senza la possibilità di rimorchiare un finocchio, perché si dovrebbe andare ad una mostra?), hai buttato giù due Vodka Lemon senza sentirti meglio in mezzo al duplice gruppo di finocchie al Mono e al Lelefant.

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